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Xiu Xiu – Angel Guts: Red Classroom

2014 - Polyvinil / Bella Union
avant-pop

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Tracklist

1. Angel Guts:
2. Archie’s Fades
3. Stupid in the Dark
4. Lawrence Liquors
5. Black Dick
6.New Life Immigration
7. EL Naco
8. Adult Friends
9. The Silver Platter
10. Bitter Melon
11. A Knife in the Sun
12. Cinthya’s Unisex
13. Botanica de Los Angeles
14. :Red Classroom

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Che Jamie Stewart non fosse il maestro del massimalismo già lo si sapeva. Anche se il tributo a madame Simone faceva sperare in qualcosa di più…come dire…intenso. E invece no.

Non credo ci sia da sorprendersi se il nuovo capitolo della storia Xiu Xiu mi pari davanti a qualcosa che non riesco a spiegarmi. E, in questo caso, non è una cosa positiva. Ma dicevo del massimalismo, ecco in questo “Angel Guts: Red Classroom” c’è una sonora dose di minimalismo, ma di quello brutto. Ci vuole niente a cadere a piè pari nell’immobilismo e Jamie ci è riuscito in pieno. Già i primi due brani fan presagire il peggio. Ok “Angel Guts” è una sorta di intro, ma tre minuti e mezzo di vento cosmico sono inutili, trovaci tutte le spiegazioni naif che vuoi, ma finisci comunque per chiederti “e allora?”, e la domanda si riverbera in “Archie’s Fades”, hai un bel giocherellare con gli inviluppi dei synth, Jamie, ma non si muove niente, se non le palle che toccan terra. Mi faccio forza e continuo? Dai. “Stupid In The Dark” è possibilmente peggio, con questo ritornello eighties e fastidioso oltre i limiti (voce in falso falsetto, synth allegroni, movimento pelvico, bla bla bla), dark wave di un’inutilità a livelli considerevoli. Che te ne fai di quella belva di Thor Harris (che già percuote i metalli e il disagio negli Swans) se poi lo releghi ai fastidiosi ritmi che “smuovono” “Black Dick”? “El Naco” è una piccola luce noise delirante nel tunnel dello scoglionamento, con Jamie che si dispera tra gong cosmici e textures che starebbero bene su un fantomatico film di Lynch. E salverei pure la palude industrial di “A Knife In The Sun”, col suo incedere gloomy e arcigno, se non fosse che la stessa formula finisce per ripetersi in un altro paio di brani.

Ma verso la fine la rivalsa: “Botanica De Los Angeles” mi ricorda perché amo Xiu Xiu, perché se canti mettendoci il tuo senso della melodia, se fai partire una chitarra acida a tesser una melodia triste e percussioni che portano amore obliquo io continuerò a volerti bene. Anche se stavolta ho fatto fatica ad arrivare in fondo al disco.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rk1qjjU9jQc[/youtube]

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