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King Of The Opera – Driftwood

2014 - A Buzz Supreme/Trovarobato
rock/psych

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Tracklist

1. Colours and Lights
2. I Remember Something
3. Counting Shadows

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Driftwood – ep consistente in un‘unica composizione suddivisa in tre movimenti – segna un ulteriore passo avanti nel processo artistico intrapreso con Nothing Outstanding, primo lavoro a nome King Of The Opera.

Ormai si sa, Samuel Katarro è morto. L’evento ha segnato un distacco dal blues acido e solitario degli esordi, in favore di una progressiva evoluzione verso sonorità più strutturate: la chitarra torbida e la voce dissonante, in stile Pere Ubu, hanno lasciato il posto a un suono più ricco, figlio del maggior spazio assunto dagli altri componenti della band.
E se Nothing Outstanding è stato il tentativo, riuscito, di strutturare il suono, palesando un retroterra stratificato di ascolti e influenze; l’unica suite che compone Driftwood sembra voler andare oltre, focalizzandosi sulla componente psichedelica e sperimentale che si era intravista in pezzi come Pure Ash Dream.
Si parte piano, voce sussurrata, tastiere, una languida Colour and Lights che evoca tonalità pastello, richiamando certe soluzioni soft dell’album precedente (Gb, la title track, The Halfduck Misery), con un vago sentore dei Mercury Rev.
La musica sfuma e ci troviamo, senza accorgercene, nella successiva I Remember Somenthing, il corpo della suite, che cresce fino a deflagrare e prendere le sembianze di una cavalcata simile ai primi Hawkwind o ai Mariposa in vena di deliri strumentali nei loro epiloghi strascicati. Due sole frasi ripetute ossessivamente, la musica incalzante e suggestiva, vorticosa. Rumori e riverberi sfociano nel movimento finale, Counting Shadows, che inizia con un ripetitivo giro di piano, preparatorio a un cantato che ricorda il Lou Reed più crudo e oscuro. La musica prende velocità e, raggiunto il massimo dell’emotività, finisce per collassare, accompagnando lentamente l’ascoltatore verso la fine del disco.

Driftwood è un lavoro stuzzicante, un’incursione in nuovi territori da sperimentare, un antipasto, probabilmente, di un album futuro. Venti minuti convincenti, da ascoltare attentamente. Breve ma significativo episodio di un incessante (e interessante) divenire artistico.

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