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Unminutodisilenzio – Ieri

2014 - Autoproduzione
post-rock/folk

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Tracklist

1. Il Solito
2. Corridoio
3. Franco E Forte
4. Chinaski Alla Chitarra
5. Scatolone
6. Cada
7. Vera
8. Vivo

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Descrivere in tutto e per tutto la condizione dell’uomo qualunque. Rispecchiarsi in ogni singola parola, vedere il riflesso di se stessi in ogni testo. Una superficie lucente, a tratti incrinata, che ci ritrae perfettamente.

Questo è “Ieri”, l’album d’esordio di Unminutodisilenzio. Reale, concreto, attuale.
Questi miei compaesani sanno già il fatto loro. Solleticano il nostro disagio interiore con un mix di post-rock, emo e folk a metà tra The Van Pelt, The Stone Roses e i Jane’s Addiction. “Ieri” è un viaggio, un percorso che l’individuo compie ogni giorno. Una crescita sia fisica sia mentale.
Il disco parte con “Il solito”, traccia all’inizio tranquilla e quasi shoegaze ma che poi sfocia in un’agguerrita marcia elettrica. Un brusco ma accattivante risveglio da un dolce sogno. Un buongiorno crepitante di energia che prosegue con “Corridoio”, brano eclettico e lunatico che cambia direzione spesso e volentieri. Andiamo avanti con “Franco e forte”, a volte quasi culla, a volte profondo squarcio interno. L’incontro perfetto tra malinconia e rabbia. Ci attende a braccia aperte la chitarra pulita e cristallina di “Chinaski alla chitarra”, traccia strumentale quasi struggente e impeccabile, un attimo di pace. Pace che viene subito troncata di netto dalla cattiveria di “Scatolone”, un raptus di follia, un’esplosione d’ira che mette in chiaro le cose a chi è duro di comprendoio e che volge al termine con il rumore di una porta che viene chiusa, lasciando fuori mille chiacchiere inutili. Abbiamo poi “Cada”, di nuovo un attimo di tranquillità senza voce, senza parole, in cui magari siamo appoggiati a quella porta che abbiamo chiuso prima, in procinto di allontanarci per poi non aprirla mai più. Ritorniamo subito all’azione con “Vera”, una fusione di tristezza e collera condita con il veleno e con rari momenti di fugace serenità che durano molto poco. “Ieri” si conclude con “Vivo”, brano eseguito con Alessandro Morini dei Mary in June. Un vivace ed incisivo tripudio di adrenalina che incute forza a chi lo ascolta.

L’uomo, il peso del suo passato, le difficoltà del presente e la paura mista a speranza per il futuro. “Ieri” è un racconto di avventura quotidiana. Affrontare i fantasmi del giorno per poter andare avanti, con qualche cicatrice addosso, ma liberi. Un esordio già maturo per Unminutodisilenzio, un gruppo determinato a migliorare. Unico a suo modo. Impetuoso. La sveglia che ci vuole per farci rialzare da terra e prendere coraggio.

“Vivo su un tram e riparto dal fondo senza freni.”

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