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Culted – Oblique To All Paths

2014 - Relapse Records
black-metal/doom

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Tracklist

1. Brooding hex
2. Illuminati
3. Intoxicant immuration
4. March of the wolves
5. Distortion of the nature of mankind
6. Transmittal
7. Jeremiad

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La storia dei Culted è particolare e fa riflettere su quanto questo Oblique to all paths meriti un grande applauso. La loro biografia recita così: “da quando si sono formati, nel 2007, non si sono mai incontrati nella stessa stanza”. Ti viene subito voglia di piangere perché sai che la loro fortuna sta nelle enormi possibilità che l’avanzata tecnologica del digitale fornisce agli utenti di internet. Lacrime e rosico si fanno piuttosto evidenti quando capisci che non si parla di New York o Tokyo, ma delle vaste praterie del Canada, per Michael Klassen (chitarra, basso, percussioni), Matthew Friesen (chitarra, basso, percussioni) e Kevin Stevenson (batteria); e della gelida Svezia, Gotheborg per la precisione, per Daniel Jansson (voce).

La loro joint-venture è nata online, dalle pagine di Myspace, quando Klassen contatta Jansson per chiedergli se era disponibile a partecipare a questo tipo di progetto anche in ragione della mutualità dei gusti musicali dei due, che vanno dai Khanate, ai Sunn O))), fino agli Electric Wizard. Ecco quindi che, di lì a poco, viene fuori il primo lavoro della band, The thunder of the upper deep, siamo nel 2009. Te li immagini a fare prove in streaming tutti i giorni e ti domandi: come sarà? Avranno una linea veloce e fluida? Possibile che il buffering non li faccia stoppare una volta si e l’altra pure? Come si saranno accordati per la produzione di questo Oblique to all paths? Ti vengono tutti i dubbi del mondo perché, classica maldestra mancanza di equilibrio per la parte ritmica a parte, il disco cresce di intensità di canzone in canzone. Premetto che ho un particolare debole per il doom, anche se quello dei Culted non è una formula così pura di doom. E’ più un mix ben riuscito di ritmiche squisitamente doom, in versione slow-metal e con decise trame vocali death-metal. Belle prove in generale, grande equilibrio tra i brani e totale assenza di un qualsivoglia accenno alla noia, perché non è per nulla facile dare in pasto all’ascoltatore brani di oltre dieci minuti (quasi venti nel caso dell’ouverture Brooding hex) come Intoxicant immuration e Transmittal vincendo la possibile caduta di interesse appena passati i primi tre-quattro minuti. Così è, invece, nei casi sopracitati, grande richiamo all’ascolto, coinvolgente suono di chitarre e sezione ritmica ed ottimo sviluppo di tutte le parti vocali. Ciliegina sulla torta ecco il lavoro della “rumoristica” che valorizza l’impegno in fantasia di Klassen e Friesen.

I Culted sono una “novità” piacevole ed incoraggiante che sfrutta tutto il potenziale delle nuove tecnologie, un modo per vincere resistenze e mettere ko barriere di ogni genere garantendo qualità e perfetta riuscita del prodotto finale. Nuova speranza!

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