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Mike Patton – The Place Beyond The Pines OST

2013 - Milan Records
soundtrack

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Tracklist

1. Schenectady
2. Family Trees
3. Bromance
4. Forest of Conscience
5. Beyond the Pines
6. Evergreen
7. Misremembering
8. Sonday
9. Coniferae
10. Eclipse of the Son
11. The Snow Angel
12. Handsome Luke
13. Please Stay – The Cryin’ Shames
14. Miserere Mei – Vladimir Ivanoff
15. Fratres for Strings and Percussion – Arvo Part
16. Ninna Nanna Per Adulteri – Ennio Morricone
17. The Wolves (Act I and II) – Bon Iver

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Patton ha trovato il suo posto nel mondo della musica. Non che finora non l’avesse trovato, ha praticamente ricoperto ogni spazio disponibile in ogni dove, ora con esperimenti sonori a un livello micidiale ora con materiale non al suo solito livello. Ma d’altronde se sei ovunque non puoi sempre far della bellezza il tuo unico risultato. Capitò a Zappa (non lo sto equiparando tranquilli, eravate già pronti a gridare “BESTEMMIA!” eh?), che di discacci ne fece anziché no, vuoi che non capiti a Mike? Ma che il suo apporto alla musica obliqua contemporanea sia imprescindibile è evidenza pura e semplice.

Ma, tornando al concetto iniziale, ora pare abbia trovato il suo posto ideale: le soundtracks (come Zappa lo trovò nella musica orchestrale, tutto torna). Dopo “A Perfect Place” (bella, un po’ acerba magari), “Crank High Voltage” e “La Solitudine Dei Numeri Primi” (angosciante e da erezione) ora tocca al film “The Place Beyond The Pines” di Derek Cianfrance che vede come protagonista l’ormai stella ascendente Ryan Gosling. L’amore del signor Bungle per Morricone l’ha già ampiamente dimostrato in più di un’occasione, ora, per quanto riguarda le mie orecchie (e, ci scommetto quel che vi pare che Patton non sarebbe d’accordo) paga il dazio anche ad Angelo Badalamenti. Sono le strutture angoscianti del “musicatore” di Twin Peaks a tenere banco nei dodici brani interamente scritti, arrangiati e suonati dall’eclettico mattatore baffuto: una su tutte la spaventosa “Handsome Luke”, che rigurgita il sintomo Fantômas e lo rimescola a suoni dronici ascendenti e a percussività inesplicabilmente mortifere, a scontrarsi con il pianoforte struggente di “The Snow Angel”. I cori angelicamente storti e gli archi di “Schenectady” incrociano la strada con una linea di chitarra badalamentiana ed è un elemento che aleggia un po’ troppo spesso nel disco ma che crea una sorta di continuità. Un ulteriore grado di terrore lo raggiunge “Forest Of Coscience” dove lontani suoni metallici e movimenti inconsulti harpsicordali fanno battere i denti più di una volta. Il resto scorre tutto in un torpore orizzontale che purtroppo porta ben presto ad annoiarsi (che sia colpa del film?).

Se posso permettermi (anche se mi sa che non potrei) è una colonna sonora che io avrei fatto suonare proprio ai Fantômas. Da qui a dire che è brutta ce ne va, però, volendo, in testa non mi rimarrà. Anche perché osare non è mai stato un problema per Patton.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ew0TZk0DVks[/youtube]

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