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Alanjemaal – (Non Ho) Niente Da Sognare

2014 - Fermo/Spento
rock/alternative

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Tracklist

1. Impassibile
2. Noia e paranoia
3. Fulmine
4. Il sonno della ragione
5. NeroFumo
6. Traslucido
7. Te ne vergognerai
8. Dalle macerie
9. Il primo vento
10. Soffocare
11. Invernomuto

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Strana storia quella degli Alanjemaal… Dopo anni di gavetta, cambi di ragione sociale (ad inizio carriera – 1993 – erano i Rude Pravda), formazione e sonorità arriviamo al 2001 ed i nostri paiono pronti per il grande salto, tant’è che registrano una decina di tracce prodotte da Fabio Magistrali (nel suo c.v. Afterhours, Bugo, Perturbazione, Ritmo Tribale e tanti altri). Il progetto, però, a causa di mille turbolenze personali finisce dentro un cassetto per una decina d’anni, fino a quando nel 2012 gli Alanjemaal si rifanno improvvisamente vivi pubblicando “Dalla ruggine”, ossia le dieci tracce di cui sopra rispolverate e finalmente condivise con il resto del mondo.

Dopo nemmeno due anni da quello che tecnicamente è il loro debutto, ecco “(Non ho) Niente da sognare”, sophomore che conferma appieno il valore della proposta e che ci pone di fronte ad una formazione in grado di mixare una notevole maturità compositiva – giustificata dall’anagrafe ma non così ovvia e scontata – a buonissime capacità tecniche e ad un ardore controllato ma assolutamente vivido e pulsante.
Le ambientazioni sonore sono rimaste sostanzialmente invariate, con quel solido mix di chitarre e sezione ritmica a fare da contraltare ad un cantato tendenzialmente morbido, anche se in alcuni momenti più rabbioso e determinato del solito. La discontinuità rispetto al passato risiede nelle tante parole in più, in quella voglia anzi necessità di comunicare in maniera non introspettiva o ermetica ma chiara, diretta e rapportandosi sempre al contesto attuale, difficile, complesso, assurdo.
Gli Alanjemaal ci pongono cioè di fronte ad uno specchio nel quale possiamo vedere come siamo diventati, padri/figli di una società nella quale l’impassibilità è una scelta, non necessariamente la più giusta ma certamente una delle più plausibili, dove si vive in un assurdo ed instabile mix di noia e paranoia, dove si concilia e media praticamente su tutto e in ogni ambito e/o situazione.

La visione degli Alanjemaal è però a 360°, non è disfattista a prescindere, non è contro/anti tutto e tutti e basta. Se infatti il momento è di quelli bui e tristi e non vi è nulla da sognare se non la mera sopravvivenza, non dobbiamo mollare perché di obiettivi da raggiungere ce ne sono, ripartendo da tutte queste macerie che ci circondano (giusto per non dimenticare da dove veniamo…), mettendo da parte logica e razionalità e lasciandoci guidare dal primo vento, dall’intuizione, dall’istinto, dal proprio cuore.
Bene così.

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