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Interviste

[Esclusiva]: TURN OFF FESTIVAL: intervista agli organizzatori Federico Ciampolini e Massimo Missoni

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Il Turn Off Festival è una nuova realtà, che fa convivere clubbing e raffinatezza della selezione di djs e producers: la prima edizione si è tenuta il 21 settembre 2013 a Pisa. Questa chiacchierata con gli organizzatori ci darà qualche spunto per la nuova edizione, che pare presentare molte novità.

Parlateci del Turn Off 2014: nella prima edizione avete portato una line-up di tutto rispetto. Nomi come Lone, Maribou State, Pedestrian nella realtà toscana sono stati sicuramente una sfida per il mercato ma i numeri hanno dato conferma di un pubblico attento ed esigente anche in una realtà piccola come Pisa. Sappiamo che anche per l’edizione 2014 del festival avete in programma qualcosa di speciale. Cosa dobbiamo aspettarci?

Turn Off 2014 è il proseguimento di quanto avevamo fatto lo scorso settembre, suddiviso però in TRE serate. Vista la soddisfazione dello scorso anno abbiamo deciso di alzare l’asticella da un punto di vista qualitativo e proporre qualcosa che sia nuovo e divertente per il pubblico. Rimane invariata la cornice dei Navicelli che l’anno scorso si è rivelata perfetta per il nostro festival.
La line-up dell’edizione 2013 è stata una sfida, ma anche una grande soddisfazione per noi organizzatori, che alla prima volevamo proporre qualcosa di nuovo nel panorama musicale locale. È stato emozionante vedere come il pubblico abbia reagito alla nostra scelta e per quest’anno vogliamo confermare la nostra voglia di osare e di spingere una scena alquanto inusuale per il suolo toscano.

Per quanto riguarda la selezione, ci saranno novità?
Volevamo veramente sorprendere e non deludere il pubblico della scorsa edizione con degli artisti che hanno dato prova delle loro capacità. Per la prima serata, che si terrà il 26 Aprile suoneranno Mosca e Dark Sky come headliner, Broke One in supporto ed i resident di Nervous Horizon, TSVI e Wallwork ad aprire la serata.
Lo spettacolo sarà indimenticabile grazie all’immancabile performance visual, le altre due serate si terranno a Giugno ed a Settembre, ma questo è un altro paio di maniche.

Non volete proprio dire niente in più?
Saranno due bombe. Come la prima del resto.

Ci fidiamo. Avete già avuto esperienze sul territorio. Quanto dei vecchi eventi è entrato poi nella filosofia di un evento come il Turn Off?
Diciamo che stiamo unendo competenze su territori diversi: Federico porta la sua esperienza londinese con il blocco Nervous Horizon che nel giro di meno di due anni ha ospitato artisti del calibro di Basement Jaxx, Lone, Romare, Slick Shoota, Eliphino, Deft etc., mentre Massimo si è occupato della direzione creativa di una serie di party qua a Pisa, (Write On Me) che aveva buoni numeri e musica di buonissima qualità.

Il Turn Off sarà sempre un evento a cadenza annuale o avete altri progetti?
Il Turn Off rappresenta il tentativo in atto di creare un collegamento sonoro tra Londra e Pisa. È una traslazione di una situazione, quella londinese, da sempre punto di riferimento dell’avanguardia musicale. Cerchiamo di ovviare al problema dei giovani pisani che devono allontanarsi troppo per godere di un ascolto live simile. Noi presentiamo raffinatezza con line-up eclettiche in uno scenario, quello di Navicelli, che toglie il fiato.
Turn Off ambisce a diventare l’appuntamento elettronico di fine estate in Toscana. La buttiamo lì.
Per quanto riguarda NH l’esperienza continua sul fronte inglese sia dal punto di vista degli eventi in programmazione che da quello discografico. Gli artisti del collettivo sono alle prese con la costruzione dei propri profili ed al momento stiamo operando una profonda selezione del materiale da destinare al lancio dell’etichetta e di quello che passerà in rassegna su altre vetrine.

In un certo modo si tratta di un modo di organizzare molto DIY, tutto in funzione di far ballar la gente, o c’è anche qualcosa in più?
Ovviamente lo scopo è quello di far ballare la gente, come credo ogni festival musicale che si rispetti, ma in modo “consapevole”: cerchiamo di offrire un prodotto assolutamente di intrattenimento ma che allo stesso tempo possa soddisfare anche gli orecchi più fini. Cerchiamo di sensibilizzare il pubblico, proponendo quello che “non si aspetta”. Lo vediamo ballare, esattamente come lo vediamo interessato alle novità. È una bella cosa, no?

Certo. Proposte di qualità implicano ragionevolmente sempre un pubblico di qualità? È possibile far ballare le persone con quel “qualcosa in più”?
Sicuramente! Parliamo di musica elettronica, spaziando dalla house alla future garage, passando per la bass music, insomma cose che fanno muovere il culo per definizione.
Se avete dei dubbi ve li togliamo il 26 Aprile!

Per maggiori informazioni date un’occhiata alla pagina del festival!
Press: Neanderthal

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