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Le Luci Della Centrale Elettrica – Costellazioni

2014 - La Tempesta Dischi
post/songwriting

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Tracklist

1. La Terra, L'Emilia, La Luna
2. Macbeth Nella Nebbia
3. Le Ragazze Stanno Bene
4. I destini Generali
5. I Sonic Youth
6. Firmamento
7. Un bar Sulla Via Lattea
8. Ti Vendi Bene
9. Una Cosa Spirituale
10. Padre Nostro Dei Satelliti
11. Questo Scontro Tranquillo
12. Punk Sentimentale
13. Blues Del Delta Del Po
14. Una Guerra Lampo Pop
15. 40 Km

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Le Luci Della Centrale Elettrica è il progetto musicale di Vasco Brondi che, dall’uscita del primo demo, ha attirato attorno a sè sempre più amanti e nemici. Caratteristica dei primi lavori è un’urgenza espressiva dove le parole escono fuori urlate, raschiate, quasi narrate da un ragazzo qualunque e non da un “musicista”. Musica graffiante, rumorosa. Parole fantasiose per descrivere mondi grigi fin troppi comuni. In molti si sono immedesimati nelle sue parole e nella sua vita. Poi sono passati gli anni zero e molte cose sono cambiate. Irrimediabilmente.

Costellazioni è un nuovo punto di arrivo di un ragazzo che, nel bene o nel male, non si è fermato un istante. Ha avuto la fortuna di essere apprezzato, di suonare un po’ ovunque e di lavorare a svariati progetti meta-musicali. La parte musicale ha subito uno stravolgimento diventando più corposa: variopinti tocchi elettronici e wave, che danzano sul ciglio di una strada disegnando immaginari surreali sono alla base di questo lavoro, senza pero’ infierire sull’immediatezza dell’ascolto.
Tutto appare più vario e con una parte musicale che non fa solo più da contorno alle tematiche brondiane. Tematiche che sono leggermente mutate, che sono più positive, aperte. Non è una sconfitta, non è un sert a cielo aperto. È la storia di chi ha viaggiato, di chi guarda le stelle e ci trova una casa. Perchè si può vivere a 40 km dal proprio paese natale, a Berlino, a Londra o in America, ma alla fine tutti guardano lo stesso cielo immenso. Cosmonauti di galassie sconosciute che, nonostante le arrese e la distruzione, rimangono proiettati verso la propria missione evitando macerie.
Molti i riferimenti ad altri autori, che questa volta sembrano avere un peso sull’anima devastante. Se nei decenni passati ci sono stati centri di gravità permanenti, bandiere rosse e sfide impossibili, ora queste parole paiono limitate, scomparse. Si procede sulle rovine e nonostante tutto non si è più sull’orlo del baratro. Non più come nel passato discografico de Le Luci Della Centrale Elettrica.
Vasco Brondi in Costellazioni fa tutto con molta umiltà, non vuole paragonarsi ad erede di Battiato, Ligeti, CCCP o Massimo Volume, ma bensì da ragazzo normale che come tutti quanti ha un forte immaginario dei grandidegli ultimi decenni, ma che in questa epoca così frammentaria appaiono frammentari pure loro. In tutto ciò la ricerca di nuove parole per descrivere questi anni dieci.
Tutto ciò può essere riassunto in pezzi come l’iniziale La Terra, L’Emilia, La Luna e la sua versione speculare 40 Km, traccia conclusiva del disco. Le parole in Costellazioni sono molto di più rispetto ai precedenti lavori, in quanto non si placa l’urgenza espressiva e si susseguono con una certa bellezza. I testi, che possono generare un contrasto tra kitsch e vissuto, sono comunque “unici” e sono sempre un marchio di fabbrica del progetto, pur rimanendo in continua mutazione. Fiumi di parole escono fuori dalla fumosa Macbeth Nella Nebbia. Stupenda, onirica, la voce che esce piano facendo vibrare persino la pelle. La voce, altro punto di instabilità di Vasco Brondi, viene allenata a giocare su cori, parti più “cantate” e mix di spoken word e urla nella notte. Questa forma più cantata e vivace non cozza con i testi perchè, come detto prima, hanno dei toni più tenui, delicati, positivi. I Destini Generali può essere l’esempio giusto per trovare l’emblema perfetto per narrare questi contrasti, questi lampioni così belli, notturni, romantici ma artificiali. I Sonic Youth parla di silenzi. Una canzone intergenerazionale di chi è nato in un contesto che spinge a isolarsi per nascondersi dal rumore urbano. L’unico vociferare che si sente è il noise rock che esce ad alto volume dallo stereo di una ragazza che nel giorno del suo compleanno pensa “I miei 25 anni iniziano con un concerto dei Massimo Volume”. Perchè la solitudine non è solo nei vicoli notturni o nei deserti più immensi ma anche nelle città più vive dove si è costretti a vedere tutti ma a conoscere nessuno. Firmamento è una musica-droga-punk con tanto rumore e il pregio di far partire un scuotimento di testa involontario. Genera movimento e sudore. Semplice e rapida come il volare di un pugno contro il muro.
Su questa scia pure le belle e future hit Padre Nostro Dei Satelliti e Una Guerra Lampo Pop. Più antica e amara Un Bar Sulla Via Lattea. Summer will make us sweat and make you feel alone.
Infine, per avere un quadro completo, altri due esperimenti del disco con la wave di Questo Scontro Tranquillo e il folk popolare di Blues Del Delta Del Po.

Costellazioni, ultimo lavoro di Vasco Brondi, porta con sé un colore indefinito e splendido, malinconico e vorace.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=JJqiPhHSwSY[/youtube]

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