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Management Del Dolore Post-Operatorio – McMao

2014 - Martelabel/Universal
post-punk/alternative

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Tracklist

1. La scuola cimiteriale
2. Hanno ucciso un drogato
3. Coccodé (con Lorenzo Kruger)
4. Oggi chi sono
5. Il cantico delle fotografie
6. La pasticca blu
7. James Douglas Morrison
8. Requiem per una madre
9. Il cinematografo
10. Fragole buone buone
11. La rapina colettiva

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La critica sociale c’è, come al solito. E anche molto dura. Un ritratto acido e distorto ma perfettamente esatto del giorno d’oggi. Al centro del ciclone l’uomo qualunque perso tra mille cambiamenti in una società senza più punti di riferimento che va alla deriva.

Il gruppo di Lanciano analizza temi attuali, la vita di tutti i giorni di ogni individuo, cose comuni che fanno riflettere. Il rapporto non sempre facile tra uomo e donna, il tran-tran quotidiano, la ricerca di un qualcosa di meglio, la differenza amara tra sogno e realtà, l’evasione completa da se stessi, il triste capovolgimento di valori prima fondamentali e ora sempre più superflui, e anche problemi scottanti come la prostituzione. L’alienazione di chi ha il sistema contro, di chi è schiacciato da forze più grandi, ma che ciò nonostante riesce a mantenere una piccola speranza sempre accesa e a credere in tempi più felici. Il tutto ovviamente raccontato con un’ironia pungente e semplice, che ferisce a fondo e che il gruppo ha mantenuto da “Auff!”. Un cantautorato aspro accompagnato da sonorità ruvide e da attitudini punk, quella voglia di “disturbare” che contraddistingue da sempre i quattro ragazzacci abruzzesi ma che con questo disco si attenua leggermente. “McMao” è più adulto, un po’ meno sporco ma sempre molto rabbioso.
Ma pecca di fantasia. Alla lunga l’album è statico e con poca inventiva per quanto riguarda le ritmiche. Si trascina dall’inizio alla fine con poche variazioni degne di nota. I Management del Dolore Post-Operatorio raggiungono quindi un altro livello di maturità ma ancora non ci siamo del tutto. Si tratta comunque di un disco grintoso e disincantato che tuttavia ha un velo di ingenuità sulla base. Rock becero dai toni accesi e beffardi a cui però manca un tocco in più.

Nel complesso un disco decisamente migliore di “Auff!”, in qualche modo una svolta per questo gruppo tanto chiacchierato. In futuro si potrà sempre migliorare.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=1IIfiRReMFo[/youtube]

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