Menu

SICK TAMBURO – Latteria Artigianale Molloy, Brescia, 16 maggio 2014

sick-tamburo

Salgono sul palco dopo i Fraulein Rottenmeier, che dimostrano alla grande di sapere il fatto loro per quanto riguarda il suonato live, e lo fanno senza troppi fronzoli. In quattro, disposti su un immaginario semicerchio per non concentrare l’attenzione su nessuno, di poche parole.

La partenza è soft, il pubblico si deve scaldare ancora e i pezzi del nuovo album (non ancora diffuso) sono ovviamente sconosciuti e un po’ di fatica si fa; poi arrivano Il Fiore per Te (il singolo più recente), La Mia Mano Sola, Parlami per Sempre, pezzi conosciutissimi che risvegliano chi è davanti al palco. I toni sono sempre più duri e scuri e il cantante (per convenzione pare i loro nomi non vadano mai fatti) rimane di poche parole, ne spende quasi più per il fonico che per il pubblico, mentre si continua l’alternanza tra brani più e meno recenti e tra voce maschile e femminile.
Fino quasi alla fine sembrano quasi freddi esecutori, mezzi impassibili di fronte ad applausi e urla mentre passano in rassegna buona parte della discografia; poi, prima della corsa finale, sciolgono quella specie di durezza scenica che li contraddistingue, ringraziano il pubblico per il sostegno nonostante la difficoltà dei pezzi nuovi e concedono due brani di bis, compreso Dimentica che di certo non delude.

Un live di una perizia invidiabile, il suonato è di altissimo livello e la presenza scenica impeccabile. Un pubblico partecipato ma poco numeroso: peccato per loro, la musica dei Sick Tamburo non è forse facile da accogliere al primo colpo, ma lascia perfettamente soddisfatti. Magari avrebbero preferito un concertino indie a caso, ma un pezzo che trasuda emozione come La Canzone del Rumore dal vivo sono sicuro non abbiano sentito niente.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=LuK32wdcXYw[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close