Menu

Recensioni

Brian Blade & The Fellowship Band – Landmarks

2014 - Blue Note Records
jazz

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Down River
2. Landmarks
3. State Lines
4. Ark.La.Tex.
5. Shenandoah
6. He Died Fighting
7. Friends Call Her Dot
8. Farewell Bluebird
9. Bonnie Be Good
10. Embers

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Concedetevi un viaggio senza muovervi di casa. Staccate la spina dal mondo, almeno per una sera: non ci siete, non ci sarete per nessuno mentre ascoltate o ascolterete questo disco. La realtà non esisterà in questo lasso di tempo. Ci sarete solo voi e Brian Blade. Tutto il resto è nulla.

Alla batteria c’è Brian Blade. Poi abbiamo Jon Cowherd al pianoforte, Myron Walden e Melvin Butler ai sax, Chris Thomas al contrabbasso e Marvin Sewell e Jeff Parker alle chitarre: la fedele The Fellowship Band che accompagna il batterista dal 1997. Tradizionale ma allo stesso tempo innovativo, Landmarks è un esempio di ottimo jazz contemporaneo. La dimostrazione di come questo genere sia eterno, nonostante l’avvento della tecnologia. Landmarks è un quadro completo del settore. Fondamentalmente ambient, il disco passa da momenti più fusion come Ark.La.Tex, “suite” di undici minuti all’inizio cupa e darkeggiante ma via via sempre più virtuosa e distorta con il sassofono penetrante e lunatico, a momenti più hard bop alla Sonny Rollins come He Died Fighting. Di base morbido e leggero, Landmarks prende pieghe più aspre, più frizzanti e più “free”, alternando atmosfere noir con scenari più allegri, la pace con intense battaglie. Brano veramente degno di nota è Farewell Bluebird, altra “suite” che sfocia addirittura nel blues e in sonorità più elettriche, passando prima per il bebop e lo smooth jazz. Brian Blade e soci sanno come plasmare elementi diversi tra di loro, attraversando (per l’appunto) i confini tra un sottogenere e l’altro. Altra chicca del disco è Friends Call Her Dot, delicata, profonda e seducente.

Brian Blade e la Fellowship Band vi porteranno in un’altra dimensione, riuscendo a calmare i vostri nervi e scavando interiormente. La medicina giusta dopo aver passato una gran brutta giornata. Spengete tuttò ciò che vi circonda e abbandonatevi alle dolci note di Landmarks.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=OkZRAQzdS10[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni