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The Roots – …And Then You Shoot Your Cousin

2014 - Def Jam
hip-hop

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Tracklist

1. Theme From the Middle of the Night
2. Never
3. When the People Cheer
4. The Devil
5. Black Rock
6. Understand
7. Dies Irae
8. The Coming
9. The Dark (Trinity)
10. The Unraveling
11. Tomorrow
12. Nothing

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Metti caso Zappa fosse stato vivo e avesse deciso di darsi all’hip-hop? Ci avranno pensato i The Roots? No, intendo prima di scrivere ognuno dei loro dischi, ma questo nello specifico, questo “…And Then You Shoot Your Cousin”, questo groviglio di allucinazioni figlie di un rap anomalo e animale, come fossero tante lame dritte dritte tra gli occhi e, se non ti allacci la cintura, non lamentarti se sbocchi.

Agganciati dalla voce di Nina Simone su “Theme From Middle Of The Night” e schiantati sull’hook di Patty Crash che intona l’aberrazione sintetica del R&B più scorticato e scorticante, somma discordante su “Never” e che s’infila in vena mentre la strofa contiene questo: I’m stuck here, can’t take a vacation/so fuck it, this shit is damnation. Carezze al pianoforte, rime strette e corte che schiacciano l’old school nel barattolo di una new thing to come ecco che arriva “When The People Cheer”, malinconico limbo tra la calma, il sole e il nulla (e c’è anche tempo per dire che 99 sono i problemi che si han ma che 98 di essi sono le puttane), e la voce di Modesty Lycan stona il giusto mentre lecca il beat. Il down cede all’up con il funksouleggiante suono scordato di “Black Rock” che fa coppia con lo stomp con tanto di organetto gospel di “Undestand”, rime su rime per dire che Dio guarda in faccia l’Uomo e dice “questo non ha capito un cazzo”. Distruzioni a nastro sullo “skit” (lo sarà?) di “Dies Irae” che sbatte dentro la ballata “The Coming” con Mercedes Martinez sugli scudi, voce distorta il giusto (nessuna voce su questo disco è una voce “reale”) e a rimarcare il “pianocentrismo” di questa infilzata di canzoni, archi demoliti si contorcono sotto la pressione dei tasti in avorio e il ritmo spezza fiato e ossa quanto basta. “The Dark (Trinity)”, invece, spedisce definitivamente l’anima nell’abisso con questa mazzata trip-hop che divora il soul e la blackness del nulla in un gorgo di disperazione in rima.

Stai calmo, fan di Salmo, è l’America il tuo campo santo, Questlove e Black Thought sono per te come l’amianto, per me sono panacea, salvano la mia anima da questa epopea di hip-hop alla deriva, ancora e ancora, fino a perdermi nella stiva di una nave che affonda nel sole.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=80EJnx8YBxM[/youtube]

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