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La Rappresentante Di Lista – (Per La) Via Di Casa

2014 - Garrincha Dischi
pop/folk

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Si tratta di un duo. Lei è toscana e lui siciliano. Sono due giovani artisti a cui piace giocare con gli strumenti e scrivere storie sottoforma di canzoni che pensano, suonano e a volte cantano anche insieme. Si divertono insomma e lo fanno così bene che ci divertiamo anche noi che li ascoltiamo.
Ma anche se tale introduzione basterebbe a descrivere la genuinità di questo progetto, non si può dire che ci sia solo questo. Esiste infatti un universo di emozioni e suggestioni scatenate da fantastiche visoni paesaggistiche che questa opera prima ci regala.

(Per la) via di casa è infatti una prima raccolta di canzoni dal suono folkloristico, che sa di danze paesane del mezzogiorno, di passeggiate marittime vestiti di bianco, dell’orchestra del paese che ricorda agli abitanti più dormiglioni che oggi è festa. Ma anche di vicoli sconosciuti ai turisti, della stradina del borgo vecchio arroccato in cima alla collina, con quel suonatore di fisarmonica cieco che chissà come avrà fatto a imparare.
La cantante principale è lei, Veronica Lucchesi, che pur rievocando vagamente alcuni echi “Consoliniani”, non accetta di rimanere intrappolata in nessuna definizione, catalogazione o rimando a qualcosa che c’è già stato e che si è portati a pensare che debba esserci anche qui.
Non ci presenta il classico stile cantautoriale rivolto tutto al contenuto e quasi per niente alla tecnica (a volte sembra che più si è stonati e più si è poeticamente validi) ma anzi ci sorprende, oltre che con una grande personalità, con doti vocali invidiabili, che mette al servizio di una tradizione musicale che seppur indefinita, riletta e reinterpretata risulta molto presente.
Questa decisa impronta territoriale è poi improvvisamente delocalizzata come una azienda vinicola astigiana in Bangladesh, nel momento in cui ci si scontra con “Klammern an den zähnen” (che in tedesco significa “apparecchio ai denti”) e con l’ultima traccia “Winter underwear” (vabbè l’inglese lo dovete sapere). Come interpretare queste incursioni barbariche? Può darsi che rappresentino un chiara volontà di non voler rimanere incastrati in una sorta di visione campanilista della propria musica, oppure può essere semplicemente un originale tentativo di dichiarare che tutto il mondo è paese. Sta di fatto che non funzionano.
Le canzoni migliori sono invece, forse non a caso, quella che da il titolo al disco e quella che lo prende dal nome del gruppo, poiché risultano le più ariose e musicalmente meglio costruite, insieme ad altre canzoni geniali e ironiche come “D.A.Q.C.M” e “Non sostare (senza te)” che vanno sicuramente a infoltire l’elenco delle canzoni più riuscite.

Riuscita è comunque l’idea generale di unire tradizione e modernità, non facendo un presuntuoso collage di epoche e stili, ma semplicemente riproponendo in chiave leggermente più contemporanea sonorità in via d’estinzione, senza che ci si accorga del trucco. Ora ci vuole una visone più solida, per un lavoro futuro che non appaia solo come una raccolta di canzoni ma come qualcosa di più ambizioso, perché il talento c’è e lo consente.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=-4-0W181UJY[/youtube]

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