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L’Officina Della Camomilla – Squatter

2014 - Garrincha Dischi
pop/indie

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Tracklist

1. Squatter
2. Città mostro di vestiti
3. Gommaragno
4. Bambini Che Fumano
5. Le Foglie Sui Tuoi Vestiti Sono Il Sangue Dei Parchi

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Che bella l’estate! Che belli gli occhiali vintage con cui ci ripariamo dal sole. Poi ci sono le spiagge, gli scogli, le cozze alla marinara e i campi gialli che ricordano i quadri di Van Gogh. Che bella L’officina della camomilla! Certo, belli se piacciono; d’altronde c’è anche gente a cui non piace l’estate e che non va in piscina. Belli soprattutto se ascoltati in un formato ridotto come quello dell’Ep, perché il sole è bello ma dopo un po’ da alla testa. Dico questo perché dopo quel primo esperimento di album dal titolo “Senontipiacefalostesso uno”, con i suoi 13 brani alla lunga estenuanti, ci si rende conto che allo stato attuale delle cose cinque canzoni sono molto più digeribili. Poi a dire il vero la seconda traccia è rappresentata dal rifacimento (per altro di assai miglior fattura) di “Città mostro di vestiti”, mentre la penultima risulta uno piccolo quanto inutile spazio musicale in cui ci viene annunciato dall’inizio alla fine che “ci sono bambini che fumano nel centro commerciale” .

Che ci va a questo punto ad ascoltare tre nuove canzoni di questi ragazzi così genuini da apparire falsi, così alternativi da apparire speculatori, così disinteressati da apparire arrivisti, così apparentemente buoni da apparire maleficamente furbi.
Ecco allora che la sagoma di una ragazza accovacciata che defeca cuoricini in copertina ci introduce alla title-track “Squatter”, che risulta un ottimo pezzo d’apertura: ritmato, fresco, divertente e con un “chitarrino” indie che ricorda gli Strokes più “scialli” e meno matematici. Sulle stesse atmosfere da ukulele di provincia passa liscia come l’olio “Gommaragno” mentre più impegnativa (se così si può dire) risulta l’ultima traccia dal titolo “Le foglie sui tuoi vestiti sono il sangue del parco”. Qui il ritmo rallenta, ci si deprime un po’, il sole comincia ad essere coperto da nubi sempre più frequenti fino a che si comincia a sentir cadere le prime gocce di pioggia. La canzone, e con essa il disco, termina con un’ inaspettata chiusura strumentale, quasi post-rock, come a dire che dopo tanto sole un bel temporale è quello che serve per rinfrescare l’aria.

Sarà poi da vedere se questa scarica di pioggia porterà delle novità in questo gruppo che non deve rischiare di rimanere bloccato davanti a un bivio. Se da una parte infatti si presenta la possibilità di un’ evoluzione verso una maggiore idea estetica di professionismo, dall’altra vi è lo spettro di un galleggiamento eterno nell’attitudine da registrazione in cameretta tra una birra e, come direbbero loro, una pasta al burro a mezzanotte.
Questa bella officina dovrà pur prendere una direzione e d’altra parte ascoltando questo Ep si ha l’impressione che qualcosa si stia muovendo. Forse.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=DXtMpi60QP4[/youtube]

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