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Crowbar – Symmetry in Black

2014 - Century Media
sludge/metal

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Tracklist

1.Walk With Knowledge Wisely
2.Symmetry In White
3.The Taste Of Dying
4.Reflection Of Deceit
5.Ageless Decay
6.Amaranthine
7.The Foreboding
8.Shaman Of Belief
9.Teach The Blind To See
10.A Wealth Of Empathy
11.Symbolic Suicide
12.The Piety Of Self-Loathing

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A tre anni di distanza dall’ultimo disco, si ripresentano sulla scena i paladini dello sludge e “cuginetti” dei Down, con un album nuovo di pacca.

Il disco non cambia di una virgola la rotta presa dalla band della Louisiana fin dal lontano 1989, come è ben chiaro dall’opener “Walk With Knowledge Wisely” doom-core aggressivo e cadenzato con finale rallentato e pachidermico che apre la strada al pezzo successivo “Symmetry in White” che tanto deve ai maestri Black Sabbath con un pizzico di Alice in Chains, soprattutto per la voce di Kirk Windstein che tra l’altro sembra non risentire del passare degli anni. “Taste of Dying” alterna linee vocali cavernose nella strofa ad un ritornello invece melodico e le chitarre sono in puro Pantera style. E’ proprio la chitarra a farla da padrone, come sempre in una produzione targata Crowbar; la personale sensazione dopo l’ascolto di un loro disco è di essere stati sotterrati da vortici di chitarre fangose, quasi un’indigestione di riff che bombardano il padiglione auricolare di chi ascolta. “Reflection Of Deceit” è doom oscuro e straziante, mentre in “Ageless Decay” sembra di ritornare in piena epoca trash metal. Chiusa la parentesi nostalgia, i quattro di New Orleans ci spiazzano un po’ abbassando improvvisamente i toni con una sofferta ma emozionale“ballata nera” voce e chitarra. E’ lacerante a tratti ascoltare un album dei Crowbar, sembra che voglia scavare nelle profondità più recondite dell’anima, ma non si riesce tanto a stare seduti a meditare…sfido chiunque a stare fermo e non muovere la testa in stile mosh pit, come nella selvaggia “Shaman Of Belief” con il drumming furioso del finale che mostra le qualità tecniche della band, come se ci fosse ancora bisogno di una conferma!

Il disco si chiude poi con la conclusiva “The Piety of Self-Loathing , degno epilogo strumentale dark per un disco che di solare e positivo non ha niente e che scuote dall’inizio alla fine, senza mai una caduta di tono, quando si dice la classe non è acqua!!!

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=FlrA0708Q9w[/youtube]

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