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Toseland – Renegade

2014 - 52 Music
hard-rock

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Tracklist

1. Life is Beautiful
2. Gotta Be a Better Way
3. Singer in a Band
4. Crash Landing
5. Just No Way
6. Comin' to Get Ya
7. Good Eye Blind
8. Kingdoms
9. Burning the System
10. Emergency
11. Renegade

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James Toseland c’è! Come di solito dice uno di quei cretini che commentano le gare di Superbike o MotoGP. Non sono un grande esperto di motociclismo, ma James Toseland me lo ricordo abbastanza bene su una moto, era uno di quelli che poco poco ti andava a vincere le gare all’ultima curva o che proprio all’ultima curva sbatteva la faccia per terra e si rovinava il fine settimana.

E’ più o meno così che è arrivato al 2011, anno in cui durante un test sulla pista di Aragon si sbatte per l’ennesima volta per terra rompendosi un polso e dicendo addio alle corse per sempre.
Da lì un paio di anni non facilissimi fino a questo “Renegade”, primo disco da solista per uno che, bene o male, ce lo vedi a fare il rocker, perché è belloccio e pieno di tatuaggi e perché ha una voce fottutamente calda. Una cosa che si sposa benissimo con le tonalità di questo album. Di tecnico non c’è molto da dire, ma è giusto fare qualche nome per non far sembrare la cosa come una sorta di operazione pubblicitaria di gusto discutibile.
Ecco a voi i Toseland: Zurab Melua alla chitarra ritmica, Rabea Massaad alla chitara solista, Dave Hollingworth al basso e Ben Minal alla batteria. Ed ecco a voi “Renegade”, un disco di ottimo livello, nel quale si sentono le inclinazioni per un certo tipo di hard rock con qualche strizzata d’occhio ad un punk “glitterato” che si avvicina molto ai Motley Crue prima maniera.
Ci troviamo di fronte ad undici brani che si bilanciano in maniera fantastica tra rudi cavalcate di puro hard rock, come la doppietta iniziale di “Life is Beautiful” e “Gotta Be a Better Way”, e una quasi parodistica vena AOR che si palesa in maniera convincente in “Just No Way” e “Kingdoms”. Non mi viene in mente nulla riguardo la possibilità che questo disco sia in realtà tutt’altro che figlio delle idee di James Toseland perché io, forse da ingenuo sognatore, lo vedo troppo bene mentre con chitarra acustica, carta e penna si siede e si mette a costruire i pezzi strofa per strofa. Nessun incantesimo particolare su questo “Renegade”, perché di certo le “buche” ci sono e si notano soprattutto riguardo l’aspetto lirico, alcuni passaggi davvero troppo “bambineschi” ed alcune incertezze che rendono difficilmente leggibili alcune strofe, ma consentitemi di dare tutte le attenuanti del caso ad uno che ha vinto due mondiali su due moto di marca diversa.

Se le merita no? “Renegade” non vi farà saltare sulla sedia e non entrerà in alcuna classifica di fine anno, perché fondamentalmente è ovvio ed inflazionato, come se i Toseland fossero usciti con un diploma da una scuola superiore per iniziare il percorso che li porterà a mettere in piedi la loro azienda che, magari, in un futuro non molto lontano, frutterà il giusto fatturato. Un lavoro, se vogliamo, più difficile per uno che non ha mai avuto nulla a che fare con il mondo della musica e che si meriterebbe il plauso da parte tanto dei tifosi dell’ex-pilota quanto degli espertoni delle webzine che magari il disco non hanno voluto neanche recensirlo perché troppo impegnati ad imparare la prima decina dei numeri naturali per valutare adeguatamente l’ultimo disco degli Arcade Fire. Bravo James! Bravi Toseland!

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Bmc659kMiK0[/youtube]

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