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Coldplay – Ghost Stories

2014 - Parlophone
pop

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Tracklist

1.Always In My Head
2.Magic
3.Ink
4.True Love
5.Midnight
6.Another’s Arms
7.Oceans
8.A Sky Full Of Stars
9.O
10.All Your Friends
11.Ghost Story
12.O (Part 2Reprise)

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2014. I quattro ragazzi londinesi sembrano non aver perso lo smalto di una volta, la voglia di costruire armonie superlative e creare sound fantastici. Ed è proprio vero. Perché a distanza di tre anni da Mylo Xyloto, che ha venduto niente di meno che 8 milioni di copie in tutto il mondo, i Coldplay sfornano un altro capolavoro, perché altrimenti non si può chiamare: è un album particolarissimo, dalle sonorità “atmosphere” e dallo spirito contemplativo.

Ma in questo lavoro, più che in altri, l’attore principale è Chris Martin, il quale ha l’idea,il concept attraverso cui si svilupperà l’intero album: la capacità di amare nonostante il passato che incombe. Ed infatti è proprio dalle sue parole – “come si fa a permettere che le cose che accadono a voi, ai vostri fantasmi, come si fa a permettere che essi influenzino il vostro presente e il vostro futuro?” – che Ghost Stories prende vita. Non bisogna però tralasciare una tematica, sebenne implicita, che risulta trasformarsi nella vital linfa che scorre sotto tutte le note delle canzoni: la travagliata relazione di Chris Martin con l’allora moglie Gwyneth Paltrow, la quale ha vissuto a un momento delicato e ha tentato di risolvere ciò negli ultimi due anni antecedenti alla rottura.
Il riassunto di tutto questo è perfettamente rintracciabile nell’opener dell’album, la misteriosa Always In My Head che ci introduce tutte le caratteristiche fondamentali dell’intero lavoro. L’atmosfera carica di amore e il sound pacato ci catapultano velocemente all’interno della seconda canzone, Magic, nella quale l’elettronica ricopre il ruolo più importante: pervasiva in tutto il pezzo, conferisce un ritmo molto progressivo e quasi “ansioso”, creando un’atmosfera spettacolare. Molto ben riuscita. In Ink tornano le percussioni di Champion e l’acustica di Martin a rendere il pezzo davvero emozionante: le dichiarazioni di amore si miscelano alla tristezza finale del frontman, in un contesto piuttosto riflessivo ed arrangiato educatamente. Il quarto brano, True Love, si presenta subito dalle prime note come una semi ballata struggente, costernata dalla voce sibilante di Martin, che si crogiola quasi in un altro mondo. “I’ve lost you now, you let me go, but one last time, tell me you love me” è la richiesta da accogliere, punto focale dell’album. Adesso ci si trova di fronte ad una canzone che sembra davvero rievocare i fantasmi del passato, per via la voce roca e sottile di Martin e il ritmo piatto costruito dagli altri membri della band; è per questo che Midnight assume un significato ed una valenza importanti, e si configura come trait d’union dell’intero album. Sulla stessa linea si colloca anche Another’s Arms, gemma dal punto di vista della composizione, anche se l’arrangiamento lascia un po’ a desiderare. Il cantante è chiaramente distrutto, quasi affossato da quei fantasmi che lo perseguitano. La settima traccia, Oceans, è una canzone che trasmette speranza e motivazione, nella parole di Martin, “trying”. L’atmosfera è molto toccante, porta l’ascoltatore su di un altro pianeta e lì lo lascia immerso nelle sue riflessioni più profonde. Il finale è da brividi. A Sky Full Of Stars è il miglior pezzo dell’album, sotto tutti i punti di vista: l’arrangiamento e la composzione sono portati ai massimi livelli dello stile dei Coldplay, le sonorità sono molto dance e l’energia che sprigione questo pezzo è impressionante. Serviva una scossa al drammatico album. A chiudere il tutto troviamo O, magistrale composizione di Chris Martin: il pianoforte è così bello che quasi ruba la scena all’altrettanto fantastica voce del frontman. L’inno alla speranza e al perdono è terminato dal finale commovente, che fa quasi tangere la stanchezza e lo sfinimento del cantante. Anch’esso può essere annoverato tra i pezzi più belli dell’album.

Di fronte a questo concept non possiamo che affermare una cosa sola: la classe dei quattro ragazzi è tantissima, e non verrà mai messa in discussione. Anche se sembra stancare ad un ascolto prolungato per i vari ritmi molto pacati e piatti che l’album sostiene, l’orecchio più esperto potrà percepire il significato vero che i Coldplay, e soprattutto Chris Martin, hanno voluto comunicare con le loro canzoni.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=zp7NtW_hKJI[/youtube]

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