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Seether – Isolate And Medicate

2014 - Bicycle Music/Concord Music Group
grunge/rock/alternative

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Tracklist

01. See You At The Bottom
02. Same Damn Life
03. Words As Weapons
04. My Disaster
05. Crash
06. Suffer It All
07. Watch Me Drown
08. Nobody Praying For Me
09. Keep The Dogs At Bay
10. Save Today

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La band post-grunge del Sudafrica torna alla ribalta a tre anni dalla pubblicazione del suo ultimo lavoro con un album che si fa ancora una volta portatore del loro particolare stile, forse però evincendo in alcuni punti la banalità di un gruppo che ormai vede i propri fasti esser lontani. Isolate and Medicate si configura perciò solamente come un proseguimento della carriera dei Seether, senza mostrare alcun tipo di innovazione rilevante. Una novità, se vogliamo, può essere la nuova “recluta” Bryan Wickmann, chitarra solista e seconda voce, figura che però non apporta nessun cambiamento sostanziale all’interno dei ranghi o nelle sonorità del gruppo.

È certo che non bisogna incappare nell’errore di fare di tutta l’erba un unico fascio, poiché spunti importanti ce ne sono, per quanto riguarda la composizione e la musicalità delle canzoni; ma l’impressione che da quest’ultimo lavoro è quella di un genere che se nel 1990 poteva animare o far impazzire la stragrande maggioranza dei fan, oggigiorno risulta stancante se non costernato di giuste innovazioni. D’altronde sono 5 volte (album precedenti) che i Seether offrono al pubblico lo stesso prodotto, e ciò non può certamente entusiasmare più di tanto la folla di amanti del genere.
Il primo pezzo, See You At The Bottom, è la perfetta introduzione al sound della band: grunge come 20 anni fa, niente più niente meno. Sicuramente non offre spunti interessanti, accettabile la composzione. Same Damn Life cerca invece di destare gli animi, inserendoli in un contesto divertente, quasi scherzoso, interrotto dal potente ritornello caratterizzato dalla voce aggressiva di Shaun Morgan. La terza canzone può essere considerata la più particolare ed interessante dell’album: una batteria martellante sapientemente miscelata con un pacato synth danno vita a Word As Weapon. Il ritornello è davvero bello, la voce ululante nella sua apertura è perfetta. Niente di nuovo, purtroppo, in My Disaster, la quale assomiglia alle canzoni precedenti e non si discosta per niente da loro, mantenendo i classici tempi e composizioni grunge. Un’altra nota positiva può essere Crash, una ballad che cresce pian piano, fornendo un finale emozionante, pieno di suoni e con la voce di Wickmann quasi straziante che fa da sottofondo. Il sesto pezzo, Suffer It All, si caratterizza per i suoi tempi frastagliati, il riffing molto denso e l’assordante batteria. Ancora una volta però non è un pezzo degno di una riflessione importante. Purtroppo anche la successiva traccia, Watch Me Drown, ha una cadenza poco innovativa e troppo, e sottolineo troppo, commerciale. Possiamo ampiamente definirlo come il pezzo meno riuscito dell’intero album, capace inoltre di mascherare il vero sound della band.
Nobody Praying For Me può essere considerato un altro momento positivo dell’album, poiché nella canzone si riversa l’animo contemplativo e riflessivo della band, adagiandosi sulle sonorità anthem rock che tanto rimandano all’imagine dei Nickelback. Buona composizione e struttura del brano, per quello che concerne questo stile. La penultima traccia, Keep The Dogs At The Bay, è una riproposizione delle caratteristiche di My Disaster, mantenendo, come detto in precedenza, le solite e ormai noiose prerogative grunge. La chiusura dell’album, Save Today, offre un’analisi importante, poiché in questa canzone troviamo un minimo di sperimentazione da parte dei Seether, che riescono ad unire una chitarra acustica piuttosto malinconica ad un pianoforte d’accompagnamento molto cadenzato, per poi esplodere in un finale davvero ben riuscito.

Al di là dei vari ma pochi punti interessanti, l’album non può essere annoverato tra i migliori prodotti dalla band. La poca durata complessiva, che è di circa 40 minuti, e le solite formule utlizzate da Morgan e compagni per scrivere le canzoni non entusiasmano quasi mai l’ascoltatore, stancandolo invece durante l’ascolto. La domanda sorge spontanea: i Seether sono rimasti quelli dei tempi di Seattle, quando il grunge era all’apice degli ascolti, oppure proveranno, nel corso degli anni, a pubblicare prodotti che mostreranno le mille sfaccettature che la band può assumere?

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=04P5b7kLl1s[/youtube]

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