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Peter Murphy – Lion

2014 - Nettwerk
gothic rock

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Tracklist

1. Hang Up
2. I Am My Own Name
3. Low Tar Stars
4. I’m On Your Side
5. Compression
6. Holy Clown
7. The Rose
8. The Ghost Of Shokan Lake
9. Eliza
10. Loctaine
11. Lion

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E chi l’ha detto che all’alba dei 57 anni uno dovrebbe darsi una calmata? Nonno “Goth prima di te” Peter pare proprio non voglia saperne di rallentare, anzi, con Lion sembra aver deciso di eleggere la sua dimora in posti ancora più estremi e oscuri di quelli visitati in passato, già col suo ottimo album solista Ninth tre anni orsono.

Con Lion, lo stesso Murphy s’è dichiarato stupito di essere riuscito a raggiungere delle tonalità così alte e questa disperazione così ostentata e teatrale che anima ogni minuto dell’album. Musicalmente pure non si scherza, l’attacco aggressivo di chitarre e sintetizzatori, presenti pure nelle ballate, lo rende partner ideale del technorock già sentito su Go Away White, l’ultima fatica targata Bauhaus.
Particolarmente centrale la rabbia nella voce di Murphy, proprio in apertura, mentre ribadisce più e più volte “I am my own name” con un urlo soffocato e caricato di volontà nera come la pece.
Centrale all’intero album è la splendida Compression, ballatona carichissima con così tanti sputi e strilli, che sembra quasi come se fosse l’ultima volta che Peter stia cantando in vita sua. Dall’altro poi c’è Holy Clown che smorza i toni, andando su un ritornello quasi ossessivo e un andamento decisamente più orecchiabile, nonostante l’atmosfera soffocante che si respira.
Eliza invece suona come se i vecchi cari Sisters of Mercy avessero finalmente deciso di farsi preda di emozioni trascinanti, si scende sempre più giù nel gorgo di oscurità e disperazione, le urla di Murphy che rivaleggiano con un sintetizzatore goticheggiante a mò di Famiglia Addams. Loctaine è un’altra ballatona che si eleva con grazia, le sue ali sollevate da un freddo pulsare in lontananza e una batteria enorme che pare abbia intenzione di sovrastare tutto.

Sarà davvero interessante vedere come si trasforma Lion in ambito live, perlomeno se il nostro caro amico riesce a fare un concerto senza farsi arrestare prima. Per ora, noi ci mettiamo comodi e con un ghigno alla “eh lo sapevo io” ci godiamo quello che è probabilmente il miglior album da solista di Peter Murphy, e scusate se è poco.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=lymd7efDvIk[/youtube]

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