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Steve Aoki – Neon Future I

2014 - Ultra
electro/dance

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Tracklist

1. Transcendence (feat. Ray Kurzweil) [Intro]
2. Neon Future (feat. Luke Steele)
3. Back to Earth (feat. Fall Out Boy)
4. Born to Get Wild (feat. will.i.am)
5. Rage the Night Away (feat. Waka Flocka Flame)
6. Delirious (Boneless) [feat. Kid Ink] - Steve Aoki, Chris Lake & Tujamo
7. Free the Madness (feat. Machine Gun Kelly)
8. Afroki (feat. Bonnie McKee) - Steve Aoki & Afrojack
9. Get Me Outta here (feat. Flux Pavilion)

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Mamma mia Steve Aoki! Se non ci fosse bisognerebbe iniziare a toccarsi sperando che non nasca mai uno come lui, ed invece eccolo qui bello, bello con la sua barbetta ed i capelli lunghi appena lavati. Gira per i locali alla moda, produce lavori importanti per artisti blasonati, si mette dietro alla console per rimaneggiare grandi successi del passato e del presente della musica e continua la sua strada verso una sorta di consacrazione della critica che conta, quella dei teenagers in botta che fingono di appartenere ad una casta più casta della casta vera. Una sorta di club esclusivo nel quale si “seleziona” e non si sperimenta. Un club pieno di luci al neon nel quale finisci per perdere identità, udito e senso dell’orientamento.

Ma chi ha bisogno di questa merda? Noi? La critica? Il mercato? O quei quattro morti di fame che quando indovinano una hit se la portano dentro la tomba dopo una trombosi fulminante? A loro sicuramente fa comodo. Intendiamoci, Steve Aoki non è uno di quei djs da tormentone che fanno successo solo nel nostro povero paese. Steve Aoki è un sapiente modulatore di suoni che ha unito alle grandi capacità tecniche, la passione ed una “sbarazzina” voglia di divertimento che fa sempre bene. “L’anima della festa” si diceva e si dice ancora. Questo è, fondamentalmente, Steve Aoki e se non fosse per quella sua faccia da simpaticone, che ti impone di alzare lo sguardo mentre ti dimeni in pista con l’intenzione di vedere cosa sta facendo quel birichino dietro la console, tutto il pubblico, e ripeto tutto, correrebbe il rischio di capire che questo Neon Future è una vera merda. Non che, per quel che mi riguarda, abbia mai prodotto cose di rilievo lungo la sua breve ma fruttuosa carriera, ma nell’indagare la nascita e l’esplosione di questi fenomeni da orgasmo e sigaretta bisogna utilizzare i bisturi per evitare di cadere in cose scontate tipo: non emoziona, è simile al precedente, campa di rendita, gli puzzano i piedi.
Cose così bisogna evitarle e la scorciatoia per poterlo fare è una sola: la merda! Il circuito sul quale si può girare all’infinito senza risultare “criptici” o difficilmente comprensibili, perché se si premette ad ogni appunto pratico che l’ascolto di Neon Future equivale all’intonazione dello sfintere anale allora si è sulla strada giusta per dare il senso del lavoro di Aoki. Sono finiti i tempi d’oro caro Steve, perché è inutile portarsi a spasso gente come Will.i.am dei Black Eyed Keys, i Fall Out Boy e Luke Steele se poi li spari con cartucce bagnate come “Born To Get Wild”, “Back To Earth” e la titletrack “Neon Future”. Saranno venuti a ringraziarti per avergli chiesto di prendere parte al tuo disco ma, credimi, ha fatto più bene a te che a loro, che magari s’immaginano chissà quale riscontro dal prodotto finale e che, invece, dovranno guardarsi le spalle dalle prese per i fondelli dei propri fans.

Di certo non è la produzione discografica che fa la fortuna di un dj, perché quella può rappresentare un semplice esercizio di riscaldamento per il vero banco di prova rappresentato dalla postazione console dei club, lì siamo sicuri che questo grigiore prenderà una forma diversa e si arricchirà del talento del musicista di Miami. Però, per cortesia Steve, torna alla tua dimensione, a quelle estati infinite sulle spiagge di Miami che ancora ti sono grate per il decisivo contributo che hai dato all’ebrezza di tanti giovanotti facoltosi, ma non farti mai più vedere in uno studio di registrazione.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=FKtbAQLMU6Q[/youtube]

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