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Carlot-Ta – Songs Of Mountain Stream

2014 - Brumaio Sounds
folk/pop/songwriting

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Tracklist

1. Basiliscus
2. Sunday Morning Bells Are Ringin'
3. The Barn Owl
4. The Song Of Mountain Stream
5. The River
6. Carl Holz
7. Cypressa
8. L'Insinuant
9. Sick To The Heart
10. White Fur
11. Waldeinsamkeit

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A me la montagna non è mai piaciuta davvero. Sarà che sono pigro, chi lo sa, tant’è che ci sarò andato due o tre volte a camminare e non ho percepito il vero spirito di quei luoghi.

Carlot-ta nel suo secondo lavoro “Songs Of Mountain Stream” dipinge un ambiente immaginifico che crea in me un collegamento inusitato verso i luoghi tipici delle cattedrali montane che vedo da lontano nelle giornate limpide. Il concetto impresso nei solchi di questo disco è quello di esplorare questi luoghi ameni attraverso una fisicità in contrasto con l’immaginazione eterea con cui vengono interpretati i brani. Al fianco di Carlot-ta in questa esplorazione troviamo Rob Ellis, che molti di voi ricorderanno per il lavoro svolto assieme a PJ Harvey, in veste di musicoarrangiatore. I due diventano cacciatori di suoni e fanno del field recording un tassello prezioso in questo complesso mosaico sonoro, suoni che fanno parte dell’ambiente descritto e che si trasformano in veri e propri strumenti.
L’ensemble della natura suona i suoi “noises” nella parte centrale della malinconia ascendente di “Basiliscus” a far compagnia agli inviluppi elettronici che permeano lo svolgimento del brano, mentre il suono del lavoro della gente di montagna fa capolino tra le spire della più solare “Sunday Morning Bells Are Ringin’”. La matrioska melodica della splendida “Carl Holz” è ammantata da cascate di pianoforte in fuga e ritmi di puro movimento dresdendollsiano sorretti da fraseggi di fiati a dar colore fino al quasi buio centrale che dipinge proprio il piano, come un anfratto oscuro tra un albero e un altro. Altro sintomo cinetico lo troviamo in “Cypressa” imbastita per saltare su una cassa che del ritmo danzereccio servito su un piatto acustico fa la sua forza. Curioso il singulto lounge di “The Song Of Mountain Stream” che costeggia un ruscello e dona tranquillità, con le voci che s’intrecciano a cori sospesi nel nulla mentre ne “L’insinuant” troviamo pianismo, chanson, pop e infezioni elettroindustriali che si legano le une alle altre a creare una tela straniante.
Picco del disco, a 3000 metri d’altezza, troviamo la scalata in crescendo di “White Fur”, in cui Rob Ellis da alla roccia ritmo e forza. Nello scorrere dei brani la voce di Carlot-ta è capace di “cambiar pelle” e tramutarsi in buio e luce in men che non si dica, accarezzando e disegnando fotografie perfette delle sue parole. Il fianco del disco però si palesa nell’allegra e saltellante “The Barn Owl”, forse unico vero e proprio ponte con il precedente disco, e nella ballata folkish di “Sick To The Heart” in cui il piano cede il passo ad una chitarra acustica che non rende a pieno la carica emotiva vocale.

Sceso a valle l’impressione d’evoluzione di questo disco da un senso d’appagamento, in una malinconica allegria che sa disgregare, accompagnare e sa far immaginare qualcosa che non ho mai avuto veramente voglia di esplorare. Hai detto niente.

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