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In Slaughter Natives – Cannula Coma Legio

2014 - Cyclic Law
dark ambient / death industrial

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Tracklist

1.Plague Walk My Earth
2.Definition Of Being Alive
3.Silent Cold Body
4.Venereal Comatose: Closed My Eyes
5.Left Arm Right Arm As My Path
6.Gaudium Et Alia Vitia
7.Ignis Et Scalpello: Angel Meat
8.Three Three Three

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Dopo il funerale della Cold Meat Industry, i diversi progetti dell’ex scuderia di Roger Karmanik hanno preso sentieri diversi. Jouni Havukainen con la sua creatura In Slaughter Natives è un veterano del ramo più oscuro e industriale dell’ambient. Il cofanetto Re-Enter Salvation è un pezzo miliare della musica oscura più recente.

Il suo ultimo lavoro invece è Cannula Coma Legio, raccolta di nuovo materiale, elaborazione di tracce live e tante sonorità miscelate e riproposte in modo molto pulito mantenendo comunque forti livelli di tensione e propulsione di sentimenti decadenti. Il disco in questione è uscito per l’etichetta canadese Cyclic Law.
L’inizio di Cannula Coma Legio è molto industriale e claustrofobico. Sembra di ritrovarsi in un cava con continue penetrazioni e marziali danze per sincronizzare e accelerare i minatori. Attorno a ciò la paura per possibili esplosioni, la paura di essere ad un passo da non rivedere più la luce. Su questo si inserisce la scelta di virare le sonorità dall’ ambient ad un mondo più post-industriale. Una doccia fredda di piombo e cadmio che brucia la pelle e avvolge in un dolore grigio e sintetico. Le macchine prendono il sopravvento e gli uomini rimangono a pane ed acqua. Le tracce centrali del disco, invece, sono due suite di 10 minuti l’uno e rappresentano un ritorno all’oscurità primordiale, all’anima dell’uomo che si auto fagocita ogni giorno di più e alla ritmicità dei lavoro dei decenni scorsi. Scivolano via velocemente e lasciano il sapore di assenzio e abbandono sulla lingua. Nettare per un mondo andato in malora. Ottima pure l’evoluzione della parte finale del disco che apre a incubi notturni, atmosfere cullanti e perversioni a lume di candela. Di meglio non si poteva avere.

In Slaughter Natives è il progetto di Jouni Havukainen, una persona che ha lasciato il segno nei decenni scorsi nei panorami più oscuri e underground. Dopo il silenzio e il requiem è tornato con un disco sicuramente lungo da sentire e assimilare, ma bello da interpretare e da fare proprio. Consigliato a tutti gli amanti dell’ industrial e del dark ambient. Per i neofiti, invece, Re-Enter Salvation è il giusto punto di partenza.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=a7QEesNvwpY[/youtube]

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