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[Anteprima Streaming]: THE SURICATES – Storie Di Poveri Mostri

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In anteprima esclusiva vi presentiamo “Storie Di Poveri Mostri”, nuovo album dei The Suricates ufficialmente in uscita il 20 ottobre.
Il disco segue l’ep di esordio uscito nel 2012 e nasce dalla collaborazione con lo scrittore/fotografo Antonio Dragonetti con il quale la band si è unita per creare un mondo fatto di inquietudini e paesaggi oscuri. Ogni storia scritta dall’autore è stata musicata dalla band ed enfatizzata da una galleria fotografica di istantanee scattate dallo stesso Dragonetti (le trovate tutte qui sotto): storie, musiche ed immagini si fondono quindi in un unico materiale in grado di disegnare un mondo fatto di oscurità e tensione compositiva.

Per approfondire l’argomento, prima di lasciarvi all’ascolto del disco (che trovate qui sotto), abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la band.

La prima domanda sorge spontanea: come nasce e si sviluppa la collaborazione con lo scrittore/fotografo Dragonetti?
Nasce da una profonda amicizia che si spinge oltre il semplice rapporto musicale/fotografico, un legame empatico creatosi dal primo momento in cui ci siamo conosciuti, quindi consolidata da anni. Sostanzialmente il progetto è nato per gioco, per curiosità, ma già dalle prime bozze la profondità dei racconti era chiara e da parte nostra il coinvolgimento è stato immediato.

Arrivate da una terra come l’Abruzzo, che senza dubbio non è esattamente New York City. Credete che l’appartenere ad un luogo così distante dai lustrini delle varie scene musicali del momento abbia inciso sul suono scuro del vostro album?
Ovviamente si. Non poteva essere altrimenti. Le storie sono scure ma piene di luce e il nostro mood durante tutto il periodo di produzione è stato in perfetta sintonia con l’ambiente circostante. Veniamo da una terra dove ci sono poche distrazioni. Qui i ritmi della vita corrono lenti e per noi questo è un bene.

Domanda provocatoria: il vostro album esce fra poco meno di una settimana, non avete paura che sia considerato un progetto troppo ambizioso per un disco d’esordio?
No. Purtroppo o per fortuna abbiamo l’urgenza di essere sinceri.

C’è qualcuno nel panorama nazionale a cui sentito di potervi avvicinare o come stile musicale, o come tipo di progetto?
Questo genere di domande le abbiamo sempre trovate inadeguate, poiché è chiaro che ogni componente del gruppo ha le proprie influenze musicali e quindi nel momento in cui si compone, esce fuori un mix di sonorità forse già sentite. E’ quindi riduttivo paragonarci a qualcuno in particolare. Diamanda Galas ci sta simpatica.

Ultima domanda: chi sono, davvero, i poveri mostri?
Noi o chiunque vuole esserlo. Crediamo che queste storie in qualche modo appartengono a tutti, per quanto macabre siano, non sono poi così lontane da quello che tutti i giorni accade nel mondo.

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