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Esben And The Witch – A New Nature

2014 - Nostromo Records
rock / shoegaze / dark

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Tracklist

1. Press Heavenwards!
2. Dig Your Fingers
3. No Dog
4. The Jungle
5. Those Dreadful Hammers
6. Wooden Star
7. Blood Teachings
8. Bathed In Light

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Instancabili negli ultimi tempi, il trio degli Esben and the Witch, a neanche un anno di distanza dall’ultimo, rilascia il loro nuovo lavoro.
Confesso che, dopo aver adeguatamente approfondito Wash the sins not the face, ero alquanto curioso di vederli dal vivo, opportunità che è capitata nell’occasione dello splendido festival londinese “Beyond the Redshift”. I tre, in quella sede, hanno finito per suonare esclusivamente i loro pezzi più diretti, tralasciando completamente ogni momento quieto, mi viene in mente specialmente The Fall of Glorieta Mountain.

E’ quindi con un pizzico di scetticismo che mi sono avvicinato a A New Nature, scoprendo che in realtà da studio i nostri continuano a essere oltremodo efficaci. Prodotto dal buon Steve Albini, i nuovi pezzi li avvicinano parecchio alla loro dimensione live, con un sound grezzo e diretto, senza aggiungere molto alla formula basilare del power trio.
La partenza con i dieci minuti di Press Heavenwards! ci fa ritrovare una band che spinge quanto più possibile i limiti del loro pop/rock aggressivo e malinconico, a volte sembrando quasi degli Swans con Pj Harvey alla voce, con una lenta distorsione che lambisce le nostre orecchie, culminando con un lungo acuto della Davies che sembra quasi aver perso le forze e lasciare la canzone al suo destino.
No Dog, che mi aveva già colpito al concerto, parte con un ritmo quasi tribale e una serie di attacchi di chitarra diretti, poi si ferma e arriva la Davies sempre col suo registro blues/folk a condire il tutto di velata malinconia a descriversi come “non un uomo, non un cane, ma un lupo”, affermazione seguita da una ripartenza aggressiva.
The Jungle si prende dei tempi molto comodi e dilatati, andando addirittura ad aggiungere un assolo di tromba a metà e una serie di percussioni varie, che sembrano uscite dagli Iron Butterfly; da lì New Nature comincia ad ammorbidire i toni, con l’andamento jazzistico di Wooden Star, la poetica Blood Teachings, altro pezzo a bruciatura lenta che avrei gradito non poco ascoltare in sede live, e il finale leggero di Bathed in Light.

A New Nature non cambia molto le carte in tavola degli Esben, piuttosto semplifica oltremodo il sound dei tre, sfruttando la produzione di Albini per mostrare il lato più abrasivo del gruppo. La sensazione, però, è che abbiano forzato i limiti della loro formula fin troppo e sia necessaria una svolta netta per non arrivare a stancare.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=m-m1NxD_V3E[/youtube]

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