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Io?Drama – Non Resta Che Perdersi

2014 - Self
rock / alternative

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Tracklist

1. Babele
2. Vergani Marelli 1
3. A piedi scalzi
4. Non resta che perdersi
5. Il sasso e lo stivale
6. Grooviera
7. Terra
8. Uno alla volta
9. Madreperla
10. Mi dimentico mi assolvo
11. Risveglio
12. Chiedilo alla cenere

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Siamo al terzo lavoro in studio dei milanesi Io?Drama dopo la piccola parentesi nel 2012 con Mortipolitania. Non Resta Che Perdersi è qualcosa di totalmente nuovo rispetto a ciò a cui gli Io?Drama ci avevano abituato.

Già a partire dalla prima traccia del disco, Babele, i testi di Fabrizio Pollio sembrano più socialmente e esistenzialmente impegnati rispetto al passato, a mo’ di cantautorato dei tempi migliori ma incapaci di non essere spesso banali, con le linee vocali e melodiche nettamente differenti dalle precedenti.
La malinconia celata dietro l’ironica allegria di brani come A Piedi Scalzi o nella title track traspare anche attraverso un sound più elettropop e moderno. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento di stile e sonorità che certo dimostra una seria maturità artistica, ma che sotto altri aspetti può essere un passo indietro per una band che ci aveva abituato a ben altro, a pezzi come “Nel naufragio” per intenderci.
Il sound dei moderni Io?Drama non convince nemmeno andando avanti nel disco, con pezzi come Grooviera ma sopratutto in Uno alla volta, traccia decisamente evitabile a mio modesto parere. Madreperla sembra più un tributo ai Radiohead e a Thom Yorke, che dimostra anche la difficoltà della band di riconoscersi in una propria originale identità. Certo, il pessimismo cosmico, nostalgico e disperato della band delle origini è ancora riconoscibile ma quello che manca sono la grande abilità artistica e vocale di Pollio, non espressa mai al suo massimo potenziale e il ruolo riservato al vilìolino, cavallo di battaglia sin dal principio e qui spesso occultato.
Da salvare probabilmente il brano di chiusura, Chiedilo Alla Cenere, dove troviamo finalmente qualcosa dei vecchi Io?Drama.

Come detto, Non resta che perdersi è un piccolo passo indietro, dopo la bella parentesi di “Da consumarsi entro la fine” ma sopratutto del bellissimo esordio del 2007 con il favoloso “Nient’altro che madrigali”. Ovviamente ci auguriamo che sia solo una piccola parentesi dovuta anche dalla voglia di sperimentare di una band, che in quanto a capacità artistiche, è ancora una delle più sottovalutate e potenzialmente migliori di tutto il panorama underground italiano.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=GwOyRNDRVto[/youtube]

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