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LEAVE THE PLANET – Astoria, Torino, 16 novembre 2014

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Al Throwback Sunday del 16 Novembre c’era così tanto riverbero che ancora adesso, parecchi giorni dopo al concerto, l’eco dei Leave the Planet rimbomba fragorosamente nella mia scatola cranica.

Sono solo in tre, mezzi italiani e mezzi britannici, e nonostante questa netta differenza, non hanno alcuna difficoltà a mettere in piedi uno spettacolo omogeneo e coinvolgente. La cosa che mi ha stupito immediatamente, fin dall’inizio del live, è il sapiente utilizzo dei visuals: estremamente semplici ma assolutamente efficaci. Fanno davvero attenzione ai particolari, e grazie ad una serie di piccole accortezze riescono a creare un microuniverso artico in quella che pensavi fosse Torino.
Forse il fatto che l’intera sezione ritmica sia condensata in dei minimali loop elettronici sotto il controllo del chitarrista può far storcere il naso a molti, ma per quello che ho potuto ascoltare contribuisce nettamente al freddo sentimento di alienazione che fungerà da filo conduttore per l’intera esibizione. La voce di Nathalia diviene un lamento etereo e spettrale mescolandosi all’imponente flusso sonoro che scaturisce da chitarre e tastiera. I suoni perdono i loro contorni diventando indistinguibili, e non puoi che lasciarti pervadere dal siderale abbraccio dei Leave the Planet.

La band è assolutamente compatta e preparata sul palco, anche se traspare una lieve timidezza nelle interazioni con il pubblico torinese, oramai celebre per la propria disciplinata immobilità. Ma nonostante questo, è stato un concerto memorabile e tremendamente trascinante. I Leave the Planet hanno attorno a loro una coltre di foschia che lascia intravedere ben poco oltre alle loro sagome, ma basta ascoltarli per rendersi conto che non scherzano affatto.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=aQD7q5HWmf0[/youtube]

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