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Pride, di Matthew Warchus


Scheda

Titolo originale: id.
Regia: Matthew Warchus
Soggetto: Liberamente ispirato a una storia vera
Sceneggiatura: Stephen Beresford
Fotografia: Tat Radcliffe
Montaggio: Melanie Oliver
Musica: Christopher Nightingale
Nazione: Regno Unito 2014
Genere: Drammatico, commedia
Durata: 120’
Sito Internet: http://www.pridemovie.co.uk
Cast: Ben Schnetzer, Bill Nighy, Abram Rooney, Paddy Considine, Imelda Staunton, George MacKay, Jim McManus, Monica Dolan, Matthew Flynn, Andrew Scott, Dominic West, Roger Morlidge, Joseph Gilgun
Uscita: 11 dicembre 2014
Produzione: Calamity Films
Distribuzione: Teodora Film
Voto: 6.5

Regno Unito, 1984. Mentre lo sciopero dei minatori sta impazzando da quasi un anno, a causa della politica di chiusura delle miniere da parte del governo Thatcher; un gruppo di manifestanti gay trova nella causa dei minatori una possibilità per schierarsi al fianco di chi come loro lotta giornalmente per farsi accettare.

Quando trent’anni or sono il governo Thatcher decise la chiusura di molte miniere del regno, imponendo di fatto ai lavoratori e a interi paesi, uno dei più lunghi e sanguinosi scioperi di ogni epoca; mai nessuno avrebbe immaginato che quella sarebbe stata la prima vera e involontaria occasione di apertura nei confronti di un’altra minoranza non certo silenziosa ma ancora non accettata dal popolo britannico, stiamo parlando della comunità omosessuale, la quale decise di creare una raccolta fondi in favore dei minatori di un piccolo paese rurale del Galles, la cui economia era del tutto sottoposta all’esistenza della miniera locale, che come altre centinaia rischiava la chiusura. L’obiettivo della comunità gay era quello di cercare e trovare alleati in coloro che come loro erano visti alla stregua di un ‘nemico’ dell’ordine pubblico e del governo. L’occasione per il gruppo Londinese denominatosi LGSM (Lesbiche e Gay a sostegno dei minatori) fu quello di trovare nel rurale Galles un gruppo di persone che se inizialmente potevano essere scettiche, lentamente capirono le intenzioni di Mark Ashton e degli altri membri della lega, trasformando di fatto la sfortunata raccolta fondi, alla fine la storia parla chiaro: il governo Thatcher non si fermò di fronte a nulla, piegando i minatori ai propri voleri; in un’occasione di incontro fra culture profondamente differenti: quella metropolitana, di Londra, e quella rurale del piccolo Galles; questo quindi prima ancora che una diversità data dalle predilezioni sessuali.

Il regista Matthew Warchus, autore teatrale molto celebre nel Regno Unito, riesce a mettere mano a una storia vera girandola a favore però di un finale troppo buonista, dove il pericolo è quello di sminuire una narrazione tanto particolare quanto sconosciuta ai più, e dove il rischio di non venire accettati dalle rispettive famiglie, dalla comunità, il rischio di non essere all’altezza delle situazioni, delle persone che ci circondano, diventa il tema portante di un film che in conclusione si schiera facilmente dalla parte dei più deboli, ponendo in secondo piano la lotta che quotidianamente minatori e omosessuali dovevano fronteggiare. Il buon risultato al botteghino da parte della pellicola è però ampiamente giustificato da una colonna sonora di grande livello, tutta musica rock e disco music dei ‘70/’80; e da un cast che in ogni suo componente non lascia veramente nulla al caso, permettendo al film, a oggi, di candidarsi meritatamente al Golden Globe e di riuscire a vincere quale film indipendente il premio di migliore pellicola del Regno Unito. Una pellicola quindi da vedere per conoscere meglio uno dei risvolti più curiosi che riguardano una delle pagine più tristi della storia recente d’oltre manica.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=vHMGI9wSE0E[/youtube]

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