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Verdena – Endkadenz Vol. 1

2015 - Universal
rock / alternative

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Tracklist

1.Ho una fissa
2.Puzzle
3.Un po’ esageri
4.Sci desertico
5.Nevischio
6.Rilievo
7.Diluvio
8.Derek
9.Vivere di conseguenza
10.Alieni fra di noi
11.Contro la ragione
12.Inno del perdersi
13.Funeralus

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Siamo nell’atto conclusivo dell’opera, il pubblico presente a teatro rimane come sospeso in una lunghissima tensione che anticipa la fine del tutto. Poi il colpo finale, la distruzione scenica. Il timpano non ha più le pelli ed al suo interno è rannicchiato un omino che se ne sta lì, in un’immagine tragicomica che racchiude un senso profondo, un esempio di arte totale. E’ quello che il compositore argentino Mauricio Kagel chiamava “Endkadenz”. Sette anni dopo la sua scomparsa i Verdena lo omaggiano con il loro ultimo disco dal titolo omonimo.
Il trio bergamasco confeziona la prima parte di questo “Endkadenz” ( la seconda uscirà probabilmente in estate ) a quattro anni di distanza dall’acclamatissimo “Wow”.

Ai nastri di partenza troviamo “Ho una fissa”, pezzo che richiama decisamente i Verdena di qualche anno fa con un sound potente, distorsioni al massimo e melodie vocali ricercate e malinconiche. “Puzzle” è un gioco di effetti demoniaco, atmosfere da girone dantesco e voci spiritate. L’inquietudine lascia spazio ai riff del singolo “Un po’ esageri” seguito a ruota da “Sci Desertico”, dove il perfetto mix di batteria elettronica, voci e chitarre spiazza al primo ascolto. Si tratta della principale e più bella novità di questo ultimo lavoro targato Verdena.
“Nevischio” è una ballad vecchio stile, che ancora non riesce a passare di moda. “Rilievo” e “Diluvio” riportano immediatamente l’oscurità e la malinconia di stagione prima di lanciare l’isterica e caotica “Derek”, schizofrenia pura che merita di essere sparata ai massimi volumi dello stereo con cui l’ascolterete.
Finalmente troviamo anche qualche traccia di “Wow” quando ascoltiamo “Vivere di Conseguenza”. Le distorsioni tornano ad abbattere i timpani in “Alieni Tra Di Noi”, con la voce di Alberto che mai aveva abusato di effetti come in questo disco. “Contro la Ragione” è un brano che il Battisti di “Anima Latina” avrebbe adorato, gli anni settanta che si tuffano negli ottanta e cercano di partorire figli bastardi. “Inno del perdersi” è un pugno allo stomaco, manna dal cielo per gli amanti dei Verdena più old school. La chiusura affidata a “Funeralus” è, nonostante qualche forzatura, la conclusione perfetta per quello che è già un disco che scrive un pezzo di storia del rock italiano, senza troppo rumore, come sempre, in perfetto stile Verdena.

Ancora una volta Alberto, Luca e Roberta, non deludono le aspettative. “Endkadenz vol.I” è l’ennesimo macigno di una discografia con tanti alti e pochissimi bassi. L’ennesima riconferma di una band che ha trovato la sua strada ideale, che fa della musica una ragione di vita senza scendere a compromessi con nessuno.
Il mondo dei Verdena ha dei confini precisi fatti di boschi, di pollai, pochissime persone. Le sfumature della loro arte creano dei flussi infiniti di stati d’animo, di immagini e di colori che riescono a distruggere la poesia e a farla rinascere come una fenice.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=r6RxxYqQgHg[/youtube]

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