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Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson


Scheda

Titolo originale: id.
Regia: Wes Anderson
Soggetto: ispirato ai racconti di Stefan Zweig
sceneggiatura: Dan Gilroy
Fotografia: Robert D.Yeoman
Montaggio: Barney Pilling
Musica: Alexandre Desplat
Nazione: UK – Germania, 2014
Genere: commedia
Durata: 100’
Sito Internet: http://www.grandbudapesthotel.com/
Cast: Saoirse Ronan, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Bill Murray, Edward Norton, Jude Law, Owen Wilson
Uscita: 10 aprile 2014
Produzione: Scott Rudin Productions, Indian Paintbrush, Studio Babelsberg, American Empirical Pictures
Distribuzione: 20th century fox
Voto: 8

L’autore del romanzo “Grand Budapest Hotel” ripercorre l’incontro avvenuto quarant’anni prima con Zero Moustafa, proprietario del Grand Budapest Hotel posizionato nello stato di Zubrowka. Zero narra allo scrittore come sia diventato da banale facchino, assunto nei primi anni’30 alle dipendenze di Monsieur Gustave, concierge dell’hotel, a proprietario del famoso albergo.

Una narrazione surreale e concentrica, che parte dai ricordi di un anziano scrittore per concludersi fra i ricordi di un incontro consumato fra lo stesso scrittore e il proprietario di un albergo prestigioso, fra le pieghe di un omicidio di un’anziana signora e il furto di un dipinto, fra l’invasione nazista e l’incarcerazione di un prefetto concierge e del suo facchino di fiducia. Una trama che riesce a alternarsi fra il comico, il drammatico e il nonsense.
Questo è Grand Budapest Hotel, un film, una pellicola che potrebbe con ogni probabilità trovarsi pluripremiata alla prossima notte degli Oscar, che consente a chi l’osserva di passare fra la curiosità, il sorridere e il desiderio di conoscere la conclusione di una storia che una volta terminata fa uscire dalla sala con riflessioni e l’incredibile voglia di non abbandonare la surrealità con la quale viene dipinta l’esistenza di Monsieur Gustave, un (tragi)comico Ralph Finnies, capace di ergersi a migliore attore di un cast decisamente stellare, in grado di capace di annoverare attori del calibro di Ed Norton e Willem Dafoe, per tacere di Jude Law e Adrien Brody.

Liberamente ispirato ai racconti dello scrittore austriaco di fine XIX secolo Stefan Zweig, poeta e mediatore culturale, fra i più influenti e famosi scrittori della sua epoca; al quale è ispirato l’autore del romanzo “Grand Budapest Hotel”, interpretato da Tom Wilkinson e Jude Law; la pellicola di Anderson è quindi un mini gioiello trasversale e piacevole a vedersi, pluri – candidato alla prossima notte degli oscar, con nove nominations e della quale si potrà sentire parlare sia a breve termine che per molti anni ancora, come una fra le poche commedie surreal – comiche capaci di catturare indifferentemente l’attenzione sia della critica che del pubblico.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=6bdLeEEOEXA[/youtube]

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