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Pond – Man, It Feels Like Space Again

2015 - Caroline Records
psych / rock

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Tracklist

01. Waiting Around for Grace
02. Elvis’ Flaming Star
03. Holding Out For You
04. Zond
05. Heroic Shart
06. Sitting Up On Our Crane
07. Outside Is The Right Side
08. Medicine Hat
09. Man It Feels Like Space Again

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“Pond”, in inglese, significa “stagno”, inteso come luogo di dimensioni ridotte, acquoso, umido, ma generalmente ricco di vegetazione e di forme di vita, sebbene insignificanti (ma pur sempre entità esistenti); in pratica, un piccolo spazio sull’immensa Terra, nel quale si perpetua il miracolo della vita e della natura ogni giorno, ad ogni ora, minuto, secondo.

Pond è anche il nome del progetto musicale che da 5-6 anni a questa parte ha costituito per i membri fondatori degli ormai celebri Tame Impala un’attività parallela a quella, appunto, del loro gruppo di riferimento: quando infatti non sono impegnati a salvare il mondo con la loro “musica dell’ammmmore”, i nostri riversano le loro più perverse ispirazioni nel contesto di un gruppo che tale non è mai stato, in fondo.
I Pond rappresentano difatti una sorta di collettivo, con una formazione cangiante, a rotazione, come in una squadra di basket: un quintetto iper produttivo, che opera nella più totale libertà e prolificità sotto la guida del funambolico batterista Jay Watson e del cantante e chitarrista Nick Allbrook, mentre il “maschio alfa” dei giovani Impala Kevin Parker pone la sua firma sulla produzione dai tempi del validissimo “Beard, Wives and Denim” del 2012.
Il successivo “Hobo Rocket” (2013) segna una sostanziale svolta per quello che, fino a poco prima, era considerato solamente un bel passatempo: Allbrook si mette in discussione come vero leader, dedicando tutto il tempo possibile alla sua creatura, per poter consegnare alle stampe un album incisivo, maturo, eclettico e mai banale dove la sua chitarra grida, e le strizzate d’occhio allo space rock ed alla psichedelia “old school” si sprecano, nonostante il tutto sia rivestito di una genuina spruzzata di modernità.
Un gran bel balzo in avanti che li proietta verso un 2014 impegnativo e gratificante (il palco del Glastonbury, quello del SouthBound e del Primavera a Barcellona), conclusosi con le registrazioni di questo nuovo ed atteso “Man, it Feels Like Space Again” che, dando retta al titolo, evoca panorami spaziali e suggestioni cosmiche. E’ probabilmente una delle scelte meno azzeccate che i nostri potessero fare riguardo alla loro nuova release, ma se al contrario vi aspettate un disco più impulsivo che etereo, siete nel posto giusto e non potrete fare altro che muovere il didietro al ritmo di una vera e propria perla psych-funk come “Outside is the Right Side”, o sulle note della ciondolante e lisergica “Elvis’ Flaming Star”; più Flaming Lips ed MGMT che Pink Floyd e Can, quindi, nell’eclettica title-track così come nelle romanticherie di “Holding Out for You”, senza disdegnare autocitazioni (“Zond”) ed un lato sperimentale, ma non ridondante (“Sitting Up on Our Crane”).

Un disco che quindi brilla per pond-eratezza, bilanciato ma che non disdegna affatto i soliti freschi “divertissement” e che vive di momenti più sospesi e genuinamente psichedelici.
I Pond sono questo: un piccolo, felice stagno, nel quale ad ogni disco si perpetua il miracolo di cinque, “stonati” australiani.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=iNbPg6zKmPI[/youtube]

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