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Interviste

Alessandra dei Luminal intervista gli altri Luminal in una bellissima intervista ai Luminal (in cui si parla dei Luminal)

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Il dono più grande di Alessandro è la pigrizia, quello di Carlo l’ozio. Io probabilmente sono una perfetta via di mezzo fra queste due cose (sì, siamo noi quei tre in un angolo della festa a parlare male di tutti gli invitati, o al massimo potremmo entrare alla festa urlando STO VOLANDO STO VOLANDO con delle ali attaccate al cappotto).?Insomma, è bello suonare con loro.
A dicembre abbiamo finito di registrare il nostro nuovo disco, che avremmo voluto chiamare “La vuole una busta?” oppure “Giorgio Prette è uscito dal gruppo” e che alla fine abbiamo chiamato “Acqua azzurra, Totò Riina” perché fondamentalmente siamo un paese senza vie di mezzo.?
La cosa che mi ha stupito di questo disco è il suono della batteria (Alessandro ha scelto dei piatti bellissimi e scurissimi) la cosa che più mi è piaciuta è la voce di Carlo, che è diventata calda e matura, i miei fuzz sono più o meno gli stessi (tranne due: uno comprato da un ragazzino inglese e un altro da un trans americano).

Si parla delle solite cose: rivolte sociali, parrucchieri, madri pazze e negozi di intimo. Insomma, la giornata tipica di Landini.

Allora ragazzi, come va? Tutto bene a casa?

Alessandro: Bene, bene. Ho appena finito di riparare lo sgabello della batteria e adesso cucino broccoli romaneschi. Li mangerei ogni giorno ma fanno quel fetore orrendo di peti acidi che impregna qualsiasi cosa. Casa mia è molto piccola quindi ogni volta è uno schifo. Devo capire se esiste qualche rimedio antico con il limone o l’aceto per evitare tutto ciò. Di solito con il limone o l’aceto si risolvono moltissimi problemi, ma purtroppo non tutti.

Carlo: Salve signorina, non ricordo di aver dato l’autorizzazione a quest’intervista.
E comunque Calvino diceva che di un artista bisogna giudicare solo le opere, lasci perdere casa mia cortesemente che sono due mesi che non pulisco il gatto morto nel lavandino.

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Raccontatemi cosa significa per voi registrare un disco, cosa non avreste fatto dentro “Acqua azzurra, Totò Riina” e cosa pensate del riarmo della Germania.

A: È un processo mentale doloroso in cui devo mettere da parte ciò che vorrei essere e concentrarmi su ciò che sono, devo dimenticare tutta la musica e tutti i batteristi che ho ascoltato fino a quel giorno, devo assimilare il senso di ogni pezzo e lavorarci attorno senza stravolgerlo e infine bisogna fare in modo che le idee di tutti si incontrino nello stesso punto. Terminata questa fase faticosissima entro in studio e fisso una parete per 12 ore.
Riguardo “Acqua azzurra, Totò Riina” non ho ancora avuto ripensamenti. Stesso discorso vale per il riarmo della Germania: nessun rimpianto.

C: Registrare un disco è un po’ come morire dentro, solo che lo fai fuori e con degli strumenti in mano, come in una guerra.
Registrare un disco è come vincere una guerra che credevi perduta. Dentro “Acqua azzurra, Totò Riina” avrei evitato l’uso parossistico dell’ukulele in quanto strumento ormai sdoganato da certa feccia hippie che invece di occuparsi di politica e di rubarci il lavoro dovrebbe tornare nel proprio paese natio ma non lo fa per via di futili paure inerenti il riarmo economico della Germania e altre stronzate di propaganda catto-grillina.

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A cosa pensate prima di andare a dormire? Sinceramente.

A: Mi concentro sugli impegni del giorno dopo. Quando non ci riesco si crea accidentalmente una fusione insana tra idee musicali irrealizzabili in natura e le cose peggiori che potrebbero capitarmi da un momento all’altro.

C: Grandi Storie Fantasy Che Finiscono In Splatter Sadomaso E Tremenda Disperazione Millenaria.

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Vi piacerebbe interpretare Batman al cinema? Se sì, perché?

A: No preferisco Iron Man. Ho scoperto da poco la trilogia e mi sono esaltato come non mai. Si ammazzano di botte tra pazzi mitomani e i civili non contano nulla. Tony Stark maestro di vita.

C: Sì, perché sono un pregevole attore e per via di Alfred, Alfred è una bomba.

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Alessandro, cos’è per te la pigrizia? E Carlo, cos’è per te l’ozio? E cosa significa per voi resistere?

A: È l’amante perfetta e maledetta alla quale non sai dire di no. La resistenza invece è l’amante stronza.

C: L’ozio è una cosa bellissima e meravigliosa, non ci può essere arte decente senza la conoscenza approfondita di ozio, noia, vuoto, e compagnia bella.
Resistere è inutile ma pare che non riusciamo a farne a meno.

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Cosa fareste con cento milioni di euro?

A: Proverei a comprare la villa di Curzio Malaparte a Capri o un posto simile. Me ne starei lì per sempre a pescare e a fare dischi e non ti inviterei.

C:Farei una domanda da un milione di dollari a cento milioni di euro, i quali però essendo banconote e non altro non avrebbero modo di rispondere: guadagnerei ricchi milioni contanti con quest’arguzia per poi giocarli in borsa dove contando contando riuscirei ad arrivare a un numero sufficientemente alto da potermi permettere il mio sogno nel cassetto, altrimenti irraggiungibile in quanto i sogni non stanno nei cassetti poiché non hanno sostanza e il mondo della materia è separato irrevocabilmente da quello dell’anima e noi poveri cristi siamo destinati a morire soli un’esistenza inutile e immersa nella miseria fino al collo.

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