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Il Vuoto Elettrico – Virale

2015 - Dreamingorilla
rock / alternative

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Tracklist

1.Virale
2.Il ruolo del perdono
3.Le lacrime di Dio
4.Arianna tace
5.Cibolesbico
6.Asso di spade
7.Sabato d’inverno
8.Il tuo ego, il mio crollo
9.Labrinto di cani
10.Emilia paranoica
11.Jean

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Disco d’esordio per i lombardi Il vuoto elettrico, Virale mostra idee chiare e riferimenti ben precisi: ci si muove tra il post-hardcore e il noise più cattivo (orecchio alle chitarre di Asso di Spade e Jean), con qualche strizzata d’occhio allo stoner (Sabato d’inverno). Il nome è una chiara citazione del disco dei Six Minute War Madness. E si sente. Ciappini e co., insieme ai primi One Dimensional Man – fino a 1000 doses of love, per intenderci -, sono i predecessori nostrani più vicini a questo rock tagliente e abrasivo.

Virale è un album tutto spigoli e punzoni, che non cede mai alla melodia e alla smussatura degli angoli. Ha il ritmo ossessivo di un thriller claustrofobico, esplora le increspature di quel male endemico rappresentato dalla paura, senza un attimo di respiro, senza sublimare o edulcorare.
Tanti anni ’90, sonorità tra Jesus Lizard e Shellac, Mudhoney e Jon Spencer, con chitarre sempre affilate e ritmiche serrate, volte a creare la giusta tensione psicologica per le narrazioni crude e viscerali. Parole graffianti, in una sorta di ghigno rabbioso e malefico, evocano e rappresentano il disagio e il senso di soffocamento; c’è un uso massiccio della seconda persona (Sabato d’Inverno, Il ruolo del perdono, Cibolesbico, Asso di spade, Le lacrime di dio), come a voler trascinare l’ascoltatore all’interno del thriller per fargli percepire la paura, tema dominante di tutto il disco.

Ricorrono riferimenti a sensazioni e parti del corpo, è una sorta di fenomenologia della paura nei suoi sintomi fisici: paura nella gola e nello stomaco, paura che si manifesta in pulsazioni e bruciori, paura che paralizza e toglie il respiro. Viene sviscerata in tutte le sue forme – panico, paranoia, fobia, paura dell’altro – e nelle sue dinamiche di manifestazione e diffusione virale, lasciando sempre la corporeità e la carne come protagoniste di una serie di impulsi e sensazioni impossibili da controllare e dominare. Una menzione particolare per cover di Emilia Paranoica, riuscitissima e segno in più del coraggio di questa band, che dimostra di saper osare e avere già coniato una propria originale cifra stilistica.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=PsqFT-cKOnQ[/youtube]

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