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Imperial Triumphant – Abyssal Gods

2015 - Code666
Avant\Black\Death

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Tracklist

1.From Palaces of the Hive
2.Abyssal Gods
3.Dead Heaven
4.Celestial War Rape
5.Opposing Holiness
6.Krokodil
7.Twins
8.Vatican Lust
9.Black Psychedelia
10.Metropolis

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Direttamente da New York City giungono gli Imperial Triumphant con un nuovo lavoro dal titolo Abyssal Gods. Ennesimo colpo della Code666 per un disco a cavallo tra l’orchestrazione, il black e il death metal.

Una passione per la composizione orchestrale, il metal avanguardista e il tragico fascino per la modernità sono gli elementi chiave per inquadrare una delle proposte più interessanti dell’anno. Siamo solo a febbraio ma gli Imperial Triumphant riescono già a farsi largo e occupare una posizione di rilievo nel panorama internazionale. Un inno al marciume che senza mezze misure tartassa e descrive la grande metropoli come un covo di maiali e dei caduti in rovina. La versione ancora più infima di grandi gruppi come i Deathspell Omega. L’album si apre con From Palaces of the Hive: una motosega incessante mista a campane di allarme danno spazio ad un metal selvaggio e dissacrante. Infine per non farsi mancare nulla, uno scape gelido uscito da qualche film horror anni ’70 come La Casa Della Paura. Abyssal Gods prosegue con la traccia omonima. Incessanti lamenti e cori che si interrompono solo con la carica metallica del gruppo che smette di essere umano e diventa un esercito di cavalli in overdose da spremuta di rane. Con Dead Heaven, invece, danno vita all’hysteric death metal con esibizione dal vivo direttamente dal manicomio di Collegno, la città dei pazzi. Si placa il rumoroso death metal e si prosegue con uno spot dal titolo Celestial War Rape. Intermezzo post-apocalittico che ricorda il dark ambient di stampo nordico come quello marchiato dalla defunta Cold Meat Industry. Per scrivere su Opposing Holiness bisogna cercare sul vocabolario la parola “rumore”. Esce fuori un concetto letterario con alla base i termini “tumulto, sollevazione, disordine pubblico”. Mai parole sono risultate più efficaci. Krokodil sembra un film, un corto. Sirene urbane che hanno un canto che tiene sveglia la città grazie alle loro ugole di plexiglass. Un’incessante death metal lento e distruttivo come un At-At nell’universo di Star Wars. Teste che ruotano, ciminiere che sputano veleni e di nuovo il silenzio incessante sulla città. Tra le più devastanti del disco. Con Twins ritorna l’immediatezza. Il pugno in faccia. I denti che volano via e l’amaro in bocca. In lontananza un mucchio di gente riunita per l’headbanging del venerdì sera. Vatican Lust è un taglio sul braccio. Dopo avere aperto per bene la carne, bisogna prendere una corda di violino e suonare sulle proprie ossa. Farsi del male. Unica via per uscirne vivi da questa vita. Infine quello che meno ti aspetti e che fa riscaldare il cuore: due mega tracce di jazzcore che fanno aumentare i battiti e aprire le porte di un mondo free pieno di imprevisti. Questa è magia gente!

Un fitto track by track per illustrare tutte le sfaccettature di un disco sicuramente ben riuscito. Stiamo parlando dei metallari Imperial Triumphant e il loro familio Abyssal Gods.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=NUenNCYpJ6E[/youtube]

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