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Due Minuti D’Odio – Rovinati

2015 -
indie / pop

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Tracklist

1. La tua Tranquillità
2. Le Ore
3. C'è un tempo
4. Rovinati
5. Agosto
6. Un Laureato
7. Ogni Lunedì
8. Mi Dici Che
9. Giù Il Cielo
10. Veleno
11. A Picco Sotto I Piedi

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I Due minuti d’odio meritano di diventare quanto meno un fenomeno: sono la band giusta al momento giusto e non solo, suonano pure bene! Il loro è un Punk rock adornato di un’elettronica prepotente, ruvida e massiccia, con ritmi sempre piuttosto elevati e una spiccata sensibilità Pop, che fa di ogni singolo brano una potenziale “Indie-hit” . Ma c’è un altro importante elemento in queste canzoni, che rende il progetto più ambizioso e di lungo respiro: la tendenza al cantautorato, l’abilità di scrittura non indifferente del cantante Cristiano, che unisce a discorsi importanti e a pensieri mai banali un’ottima capacità interpretativa.

In questo senso spicca il tema, raramente preso in considerazione dai musicisti, dell’Università italiana e dei suoi malconci studenti, che nella sesta traccia “Un laureato” appaiono come eroi perdenti di un sistema ostacolante e pericolante. Quella che ci viene offerta in questo disco è un analisi attenta, originale ed acuta di ciò che infondo è più banale: La vita e la società in cui la si trascorre, il tempo e la sua produttività, il lavoro e la sua assenza, la gioventù e i suoi drammi, la città e le sue suggestioni/congestioni. Il tutto con una cura quasi maniacale verso ogni dettaglio e ogni scelta: le frasi, le parole e i loro sinonimi, i suoni fonetici e il loro sposarsi perfettamente all’inesauribile carica energica di ogni strumento.

Descrivere il suono dei Due minuti d’odio significa prima di tutto tenere conto della lezione dei Subsonica, monumento italiano del rock elettronico, da cui i napoletani attingono, seppur con una lettura più istintiva e meno sofisticata. Ma si potrebbe tirare in ballo anche l’esasperazione canora e l’attenzione lirica dei migliori Negramaro, a loro volta portatori più o meno sani di un elettro-rock cantautorale comunque sia rintracciabile anche qui.

I Synth, i riffoni distorti e i ritornelli di pezzi come “Le ore”, “La tua tranquillità”, “Ogni lunedì”, “Giù il cielo”, “Veleno”, “A picco sotto i piedi” (praticamente l’intera tracklist) sono serie minacce alla salute mentale dell’ascoltatore, mine altamente esplosive dalle sembianze di ventose cerebrali, sanguisughe sonore, roba da mandarti in pappa il cervello fondamentalmente perchè dal cervello non escono più.

Nonostante il 2015 sia appena cominciato non è difficile pensare che questo sarà uno dei dischi italiani più fighi dell’anno. Se poi si pensa che stiamo parlando di un disco d’esordio…

 

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