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Danko Jones – Fire Music

2015 - Bad Taste Records
hard-rock / garage

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Tracklist

1. Wild Woman
2. The Twisting Knife
3. Gonna Be A Fight Tonight
4. Body Bags
5. Live Forever
6. Do You Wanna Rock
7. Getting Into Drugs
8. Watch You Slide
9. I Will Break Your Heart
10. Piranha
11. She Ain’t Coming Home

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Quando penso ad un gruppo rock sincero, duro e puro al giorno d’oggi, la prima band che forse mi viene in mente sono i Danko Jones!

Da quasi venti anni ormai a questa parte, per la precisione diciannove,  la loro miscela incandescente di hard rock, garage e punk rock diretto con un occhio d riguardo alla melodia, ma carico come pochi mi ha conquistato alla grande! Il loro punto di forza  è la capacità di scrivere canzoni semplici,  mai particolarmente complesse che si stampano subito nel cervello,  ma fatte come si deve e che trasudano energia dalla prima all’ultima nota, cosa che non è per niente così facile. A parte questa qualità innata del buon Danko, sono la credibilità e la passione a farla da padrone; si sente che la band si diverte e ci mette il cuore nel suonare…Fire Music, ultima fatica del terzetto canadese, rispecchia tutte queste caratteristiche.

L’iniziale “Wild Woman” è una pseudo super power “ballatona” che ti rimane subito in testa perché nella strofa la parola che da il titolo alla canzone, si ripete in maniera ossessiva più volte, poi si spinge sull’acceleratore con tre brani decisamente punk come la veloce “The Twisting Knife”, “Gonna be a Fight Tonight” e “Body Bags”, dove i canonici 4/4, coretti e stop’n’go sono presenti in maniera massiccia come nella più classica e collaudata tradizione punk-rock. Un attimo di respiro con “Live Forever” e l’accattivante “Do You Wanna Rock” con il suo incedere sincopato e si arriva dopo l’hard rock un po’ glam di “Getting into Drugs”, al pezzo che si diversifica di più nel disco, la country-punk “Watch You Slide” con il riff iniziale di chitarra che ti fa gridare “Iiiiiiiah”, manco fossi seduto con una birra in mano in un pub texano.

Si giunge così verso la fine del disco con la blueseggiante e melodica “I Will Break Your Heart” e la maleducata “Piranha”, prima della conclusiva “She Ain’t Coming Home” che presenta ancora una volta tutti i segni distintivi e tipici del loro sound, che non sarà assolutamente rivoluzionario o innovativo, ma che quando è fatto così stramaledettamente bene è comunque una goduria per  i padiglioni auricolari di qualsiasi rocker!

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