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Otomo Yoshihide & Roger Turner – The Last Train

2015 - Fataka
jazz / improvvisazione

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Tracklist

1. The Wait
2. The Sign
3. Crack
4. Run

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Otomo Yoshihide è un pazzo scatenato.

Improvvisatore psicotico, manipolatore di suoni magistrale e mente obliqua da vero giapponese. Già con i suoi Ground Zero negli anni ’90 aveva dimostrato di che pasta (malata) era fatto. Da lì in poi una pioggia disarmante di dischi, collaborazioni cosmiche (The Thing, Jim O’Rourke, Bill Laswell e la folies turntableista al fianco di Nobukazu Takemura (da noi approdato al fianco degli ZU) su tutte, volendo) che ancora continua, senza sosta né pace. E continua la sete d’improvvisazione al fianco di batteristi malati tanto quanto lui.

Dopo l’album senza titolo a nome Yoshihide & Paal Nilseen-Love arriviamo a “The Last Train” che il Nostro condivide con l’eclettico Roger Turner. Per non cambiare mutando continuamente qui si parla d’improvvisazione rumoristica senza ritegno alcuno, ad avere un senso “melodico” e “metrico” è “The Wait”, le cui impressioni ansiogene costellano una volta di frastuoni disarmanti e nevrastenici che dell’idea di batteria mantengono ben poco, materiale dadaista, disgregazioni futuristiche del suono, rigurgiti silenziosi e clangori afoni, rooms esasperate, forse a voler dimostrare il lato “umano” della performance, e disagio a bizzeffe.

Free form a livelli siderali. Senza senso. Bellissimo.

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