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Royal Thunder – Crooked Doors

2015 - Relapse
hard-rock / blues

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Tracklist

1. Time Machine
2. Forget You
3. Wake Up
4. Floor
5. The Line
6. Forgive Me, Karma
7. Glow
8. Ear On The Fool
9. One Day
10. The Bear I
11. The Bear II

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Seconda prova per i Royal Thunder della dotatissima vocalist (oltre che bassista) Mlny Parsonz. Dopo una buona e promettente prova con il disco del 2012 “CVI”, il quartetto ripropone un album di hard rock abbastanza melodico ed un po’ “ruffiano” con distorsioni mai esagerate e dal sapore decisamente seventie’s. Le influenze della band infatti sono evidenti, echi di mostri sacri come Led Zeppelin e Jefferson Airplane, ma anche gli attuali e molto vintage Blues Pills. Con questi ultimi due in più c’è un’ulteriore similitudine; la presenza dietro al microfono di una fanciulla che dispone di una voce decisamente sopra le righe. Ed è proprio questo il punto di forza dei Royal Thunder!
Dal punto di vista musicale i cambi di ritmo e le sferzate elettriche del primo disco, sono un po’ meno presenti, a favore di una scrittura un po’ più semplice e meno articolata, anche se mai banale, ma un po’ più lineare rispetto al passato. I Royal Thunder comunque sanno suonare e lo si sente, e la produzione è molto curata, però la sensazione di un potenziale ancora un po’ inespresso mi rimane.

Il lavoro si apre con “Time Machine”, una ballatona elettrica in crescendo che poi esplode e nella quale l’ugola della cantante gioca il ruolo del protagonista prima di un intermezzo psichedelico dove sembra quasi di sentire fraseggi che rimandano ai Baroness o ai concittadini Mastodon più riflessivi. Il pezzo successivo, “Forget You”, con il suo incedere doom e monolitico è invece il brano più aggressivo, oltre che probabilmente il più d’impatto del disco e qui i riferimenti principali sono i Black Sabbath.
Molto differenti sono la seguente e psichedelica “Wake Up” e la melodica “Floor”, con le linee vocali in gran spolvero e qui le similitudini con i già citati Blues Pills sono sotto gli occhi di tutti, anche se la voce di Mlny Parsonz risulta essere un po’ meno soul rispetto a quella della cantante del gruppo svedese. Con la successiva “The Line” si ritorna invece decisamente a rocckeggiare fino poi al brano probabilmente più interessante del disco, “Forgive Me, Karma”, con un riff iniziale dal sapore fortemente mediorientale che si ripete quasi ossessivamente.
Il resto del disco prosegue senza grandi colpi di scena e sullo stesso canovaccio, ma una nota di merito va spesa ancora per l’ultimo brano, “The Bear”, diviso in due parti; una iniziale più standard ed una seconda e conclusiva delicatissima e sognante con una grande atmosfera creata dalla sola presenza di voce, pianoforte ed archi.

I Royal Thunder hanno insomma tutte le carte in regola per diventare la nuova “big sensation” del panorama rock mondiale; vedremo se con il prossimo disco sapranno mantenere le promesse… lo scopriremo alla prossima puntata!

 

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