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Open Zoe – Pareti Nude

2015 - Aulasei
post-punk / new-wave

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Tracklist

1. Corde
2. Cara
3. Popcorn
4. Fuori
5. Colori
6. Ogni Volta
7. Caos
8. Ottobre
9. Lucilla
10. Universale
11. Colori (al quadro)

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Open Zoe è il nome del nuovo progetto musicale di quattro esperti e vissuti musicisti vicentini, il quale si caratterizza a primo acchitto per una tendenza retrograda e uno sguardo quasi totalmente privo di una volontà di ricerca contemporanea. Tale elemento, tuttavia, si può dire in musica tanto desiderabile quanto non indispensabile: proviamo dunque a farne a meno.

Partiamo invece dal presupposto che se si suona bene si suona bene e gli Open Zoe questo requisito lo possiedono: un buon sound fatto di ritmo e malinconia, chitarre ruvide ma non casiniste, canzoni ben costruite che nella loro cupezza si sforzano comunque di apparire pop e una voce, quella di Dionisia, centrata e consapevole.

Apprezzabili possono risultare anche i riferimenti artistici, che partono dal Post-punk britannico dei The Sound, per sfociare nell’immenso oceano del Rock anni ’90, dalle cui acque sembrano emergere in particolare i Disciplinatha di “Primigenia”.
Se la partenza è rappresentata da due canzoni (“Corde” e “Cara”) all’insegna del nichilismo e dell’intimismo, è con le due tracce successive che il disco prende subito una piega “sociale”, trattando il tema della pena di morte in “Popcorn”, con un sound che per contrasto da l’idea di un picnic in campagna, e il tema della malattia terminale e dell’eutanasia nella più claustrofobica “Fuori”.

Pareti Nude è in generale  un disco che si fa ascoltare facilmente, offrendosi all’ascoltatore senza veli ne difese e in questo senso il titolo parla chiaro: non ci sono strani artefatti, meschine manipolazioni, sottese volontà di adulazione in forma di paraculate varie. Questo è un disco fatto di canzoni vere, “nature”, grezze, spigolose, ombrose e nella maggiorparte dei casi anche belle. Canzoni a cui servirebbe un abitino più alla moda, certo, ma da alcuni luoghi H&M è fuori mano.

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