BABES IN TOYLAND – Beaches Brew Festival, Marina di Ravenna, 3 giugno 2015

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Allora, lo scorso 3 giugno son venute le Babes in Toyland in quel di Ravenna dove io vivo e dove si svolge il Beaches Brew Festival che le ha ospitate. Le Babes, dopo una fruttuosa reunion sono tornate in tour con una serie di date europee che le ha viste in Italia con un paio di concerti. Così succede che io, giovane donna che ha vissuto gli ultimi rantoli del rock and roll della sua esistenza formando un gruppo al femminile ho incontrato questa signora, Kat Bjelland, in un campo da basket di uno stabilimento balneare.
Sinceramente il mio spirito da superchicca ha fatto sì che gli zompassi addosso con la prima domanda che mi veniva in mente, ovvero: “Hey Kat! Perché non ci parli del movimento Riot grrrls?” Ahahahahahah. Ah. Prima di sbeffeggiarmi io vorrei precisarvi che su vari siti tra cui l’attendibilissimo Wikipedia, si narra che le tre ragazze di Minneapolis siano le paladine di questo movimento irriverente femminista che sbocciò negli anni ’90. Ecco alcune fonti che convalidano la mia tesi “Le Babes In Toyland di Kat Bjelland sono le portabandiera del movimento delle riot grrrl americane” (Ondarock) ….. “Babes in Toyland è stato un gruppo musicale riot grrrl[1] statunitense fondato nel 1987 e attivo fino al 2001.” (Wikipedia).

Dunque, questa bellissima donna col capello sconvolto mi pietrifica con uno sguardo traducibile per gli amici di internet con il termine “vaffanculo”, poi prende una pausa e mi fa: “Dovresti chiederlo a loro” e qui capisco di aver toppato. Ma quindi queste bimbe che musica fanno mi chiedo io… Dunque in una delle interviste rilasciate per Pitchfork, Kat usa questa espressione “Visceral live therapy” e a pensarci bene è quello che ho provato anche io sentendole dal vivo. Non so se sia una cosa che accomuna le fanciulle arrabbiate, posso solo dirvi che dopo il live mi sentivo un po’ più in pari con la realtà circostante. Fatto sta che il giorno dopo inevitabilmente ho scartabellato tra i post di facebook di chi era a sentirle con la conferma che il sentimento era comune. A questo punto scatta una riflessione “da vecchia”… A me pare un pochino che questa rabbia e questa catarsi “viscerale” si sia persa negli anni per lasciare posto ad un “generale disappunto” abbastanza composto e molto alla moda.

Ma davvero la musica rock si fa sussurrando paroline educate?

Ah beh poi, naturalmente è scattata la foto ricordo.

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