Scarabocchi

Scarabocchi #2: RICCARDO PIERUCCINI (Ruggine)

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«Che cosa rappresentano i fumetti per i lettori? Il cassetto della fantasia: un luogo sicuro dove nessuno può entrare.» (Roberto Rinaldi, in Luana Ravecca, Vedo azzurro, 2005)

Sostanzialmente “Scarabocchi” è una rubrica in cui i fumettisti si raccontano. Qui si parla di fumetti. Punto.

Protagonista di questo numero è Riccardo Pieruccini in arte “Ruggine”, fumettista di Lucca sempre impegnato che lavora con la Marvel e in campo cinematografico con il regista Salvatores.
Se volete conoscere meglio le sue creazioni, sbirciate il suo sito: http://www.ruggine.info/

Cosa ti ha portato esattamente a dire “da grande voglio fare il fumettista”?
Mah… Ne ho sempre letti moltissimi sin da quando ero bambino. Da topolino a Lupo Alberto, dai Bonelli ai comics americani, dai manga alla orna impegnata tipo Totem o Comic art o l’Eternauta (la rivista) e ho sempre disegnato tantissimo. Ma non ho mai considerato di poter davvero fare fumetti fino ad una certa età. Dopo aver frequentato il liceo scientifico la mia propensione al disegno era così spiccata che furono tutti i miei insegnanti a consigliarmi una carriera artistica… Nel 2001 ho vinto il concorso “Pierlambicchi d’Oro” con il premio consegnatomi da John Buscema in persona, e alla fine eccomi qua!

Quali sono stati i fumetti e i fumettisti che hanno influenzato maggiormente il tuo stile e il tuo percorso formativo?
Beh, di fumetti ne ho letti talmente tanti e me ne piacciono talmente tanti da non poter dire davvero cosa mi ha maggiomente ispirato. Direi che la palma d’oro la lascio a perle intramontabili come Asterix, Dago o Lucky Luke ma se dovessi fare la lista di tutto quello che mi ha influenzato sarebbe lunghissima! Per quel che riguarda gli autori invece non ne ho di particolari in riferimento… Nel senso che non mi sono mai basato sul lavoro di un autore senza conoscerlo. Infatti, avendo conosciuto e interagito con tanti autori nel corso della mia vita posso dire che sono stati quelli che mi hanno dato direttamente dei consigli a formarmi e farmi arrivare dove sono! Per primo cito ovviamente Simone Bianchi, che è stato mio maestro e con cui collaboro tutt’ora. Poi anche Marco Turini che durante la mia attività mi ha dato un sacco di consigli, anche e spesso per lavori fatti assieme a lui (come l’esperienza in Star Comics con Cornelio). Poi ho incontrato altri fumettisti (Giuseppe di Bernardo, Barbara Canepa), perfino mangaka (alla mia esperienza con la Lucca Manga School) che mi hanno dato parecchi consigli o esempi e da cui ho preso tantissima ispirazione. Insomma un gran pasticcio!

“Ruggine”: come mai hai scelto questo nome d’arte?
Era il nome di un mio vecchio blog e di un mio personaggio (un supereroe un tantinello fuori dalle righe) e alla fine molti miei conoscenti me l’hanno appiccicato addosso: visto che addosso me lo sentivo bene me lo sono preso. Ammetto anche che mi piace tanto per puro anticonformismo: tutti hanno sempre cercato nomi roboanti, che dessero loro importanza e aggiungessero carisma, io ho optato per una cosa leggermente diversa. Non voglio gridare al mondo che ci sono, voglio RICORDARGLI che ci sono e che comunque non sparirò mai. In pratica sono un post it di me stesso! Al soprannome “Ruggine” aggiungo talvolta la frase “Lo sporco si accumula negli angoli”… Lo trovo un ottimo rafforzativo!

Com’è lavorare per la Marvel Comics?
Impegnativo. Non ho la responsabilità di tutta la produzione ma sono un assistente: quindi mi toccano cose di rifinitura, chine, design e altro. Dovessi fare tutto il lavoro, dal layout alla china finita non so se riuscirei, con lo standard qualitativo che è necessario… Comunque tutta esperienza che entra! Cresciamo!

Hai avuto anche qualche esperienza in campo cinematografico con Salvatores, giusto?
Sì. Mi occupo principalmente del visualizing dei costumi di scena , dai tempi del film “Come Dio Comanda”. E’ un bel lavoro, che faccio assieme a Maria Vittoria e Patrizia Castegnaro, costumiste. Ho imparato un sacco di cose e disegnato cose stranissime…

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C’è una tavola, un lavoro del quale sei particolarmente fiero?
Direi di no. Tutto quel che ho fatto sono passi dietro di me… Sono ancora piuttosto lontano dagli standard che voglio raggiungere. Forse la cover di “Prussiani Vs Alieni” che sto facendo adesso mi soddisfa un po’ di più’. Ma ripeto… Siamo ancora lontani!

Impatto Sonoro però è prima di tutto una rivista musicale: quindi che musica ascolta Riccardo Pieruccini?
Vario molto a seconda dei periodi… Aggiungo e tolgo dalle playlist a seconda di chi incontro e cosa trovo sulla mia strada. Attualmente ho scoperto Woodkid da alcuni miei studenti più’ giovani; mi piace seguire il consiglio di chi vive i tempi attuali, hanno gusti più’ freschi dei miei. In questo modo ho scoperto anche band come i Monarchy e i Clean Bandit. Per quanto riguarda i miei MUST nell’ultimo periodo sto ascoltando molto spesso l’ultimo album del Teatro degli Orrori (band che adoro), adoro Caparezza in toto (nel senso che lo adoro tutto non che adoro anche i Toto), riascolto molto spesso tanti brani di Subsonica, Kyuss, Shaka Ponk. Ogni tanto ho un po’ di deriva elettronica e mi immergo nella chip-tunes ( da bravo appassionato dei videogiochi anni ’80). Oppure capita che io abbia qualche momento aulico che celebro con un po’ musica classica (Mahler, Beehtoven, Tchaikowsky). Sempre presente qualche refuso di nostalgia punk in cui mi risento un po’ di quel che ascoltavo qualche annetto fa: Hardcore melodico, Seattle sound, tutta roba da adolescenti anni ’90 , più i Police che erano Dio e i Dead Kennedys che erano Satana (sui dead kennedys feci a suo tempo una storiella pubblicata nella raccolta “La guida illustrata al frastuono più’ atroce” edita da Lamette Comics). Mi rendo conto di aver snocciolato TANTISSIMA roba, spero di non essere stato dispersivo… Mi sono anche accorto che il nostro modo di ascoltare musica si è evoluto, non so bene se in positivo o in negativo. Con le playlist posso ascoltarmi praticamente tutto quindi è come se saltassi avanti o indietro nel tempo con una libertà incredibile. Non so dire se questo vada a scapito o meno della musica che ascolto… Di certo è molto stimolante!

Programmi per il futuro? A cosa stai lavorando?
“Prussiani Vs Alieni” con Davide La Rosa è il mio progetto più’ importante al momento e voglio convogliare in esso molte energie. Ovviamente non ci fermeremo al volume 1!

Qui sotto, un’immagine di come Riccardo Pieruccini interpreta la “musica ad alto Impatto Sonoro”:

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