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Ash – Kablammo!

2015 - Ear Music
pop-rock

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Tracklist

Cocoon 1.Let's Ride
2.Machinery
3.Free
4.Go! Fight! Win!
5.Moondust
6.Evel Knievel
7.Hedonism
8.Dispatch
9.Shutdown
10.For Eternity
11.Bring Back The Summer

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Era l’estate del 1998 quando il depresso adolescente Damiano si sedeva davanti allo schermo di una gigantesca  televisione a tubo catodico a cui era attaccata una Playstation modificata talmente male che leggeva benissimo i cd fasulli e ignorava quelli originali; era una Playstation sottoproletaria. Su quella straordinaria macchina dalla potenza tremendamente inferiore a quella di uno smartphone moderno,  il giovane depresso giocava per ore a Gran Turismo : la grafica più bella che avesse mai visto, un parco macchine enorme, dodicimila modalità diverse da provare. E mentre navigava i menu, c’era sempre Lose Control degli Ash in sotto fondo, pezzo di apertura del loro gran lavoro 1977.

Da lì nel giro di pochi anni, si passa dall’acquisto del disco ai salti furiosi al concerto, mentre il resto del pubblico romano restava immobile come un branco di pecore sotto Roipnol, ma non ci interessa.
La band irlandese ha seriamente rischiato di perdersi tra passi falsi, album discreti e raccolte di singoli, rieccoli che ci riprovano con Kablammo! Già con l’uno-due tra il singolo di apertura Cocoon e Let’s Ride è evidente che i nostri son proprio ispirati a 1977: batteria e basso a manetta, Tim che canticchia allegro infilando ritornelli orecchiabili e noi siamo contenti come ragazzetti adolescenti cresciuti che si fanno la pausa da Gran Turismo 6 (seh vabbè).
Insomma, ritiriamo fuori i lettori cd portatili, richiamiamo il senegalese sotto casa per i cd masterizzati, recuperiamo le pump, gli invicta e andiamo a farci quattro salti mentre ci spariamo Machinery? E direi proprio di sì, più che viaggio nostalgico, Kablammo! è proprio la dichiarazione d’intenti di un trio che vuole ripartire da quello che dovrebbe saper fare meglio, anche se la carta d’identità ci ricorda che siamo più  verso gli “anta” che gli “enta”.
Free avanza sicura col basso di Mark e Tim che la butta sul melodico, con un testo semplice che vi si attacca subito in testa, supportato dall’immancabile falsetto del nostro.
Go! Fight! Win! vorrebbe essere una “Kung Fu” del 2015, sostituendo all’andamento punk dell’originale, una pomposità da stadio di football, un sing-along praticamente immediato e un assolo di Tim pure niente male. Moondust è S-T-R-E-P-I-T-O-S-A, quel romantico non stucchevole che sapevano fare i nostri ai bei tempi (ricordate Oh Yeah?), con un’orchestra in sottofondo mai troppo invasiva, Tim che alza i tempi alla grande e chiede alla sua lei lontana di riportare della polvere di luna. DIABETE EXTREME.
La scrittura è quella che più aiuta i tre a portare a compimento Kablammo!, della grinta non avevo dubbi, bastava ritrovare la voglia di suonare.

Altrettanto coerentemente con l’arrivare all’una di notte e già essere presi dalla voglia di andarsene a letto, pure l’album arriva col fiato corto agli ultimi pezzi. Shutdown suona fin troppo formulaica, sembrando un mero riempitivo di un paio di minuti così per far figurare dodici pezzi. For Eternity sarebbe l’altra ballata dell’album, non è male, ma risulta parecchio inferiore rispetto a Moondust, con una progressione armonica basilare e un andamento che richiama gli Abandoned Pools più mosci.
Bring Back the Summer è un esperimento pseudoelettronico fin troppo lagnoso, facendoci ben rimpiangere l’estate di Walking Barefoot. Peccato ché finire con un bella botta sarebbe stato perfetto.

In ogni caso Kablammo! segna il ritorno degli Ash più tosti e che han capito quello che dovrebbero fare, speriamo che stavolta si ricordino di fare un tour in tutta Europa…

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