THEGIORNALISTI – Villa Ada, Roma, 12 settembre 2015

thegiornalisti

E’ la dura legge del pop. Proprio così, fai un paio di album impegnati e non così immediati e ti fai conoscere, ma se ne fai un terzo che richiama spaventosamente gli anni ottanta italiani, quelli belli per intenderci, riesci a riempire Villa Ada come St.Vincent. E’ questo il cursus honorum che stanno vivendo i Thegiornalisti che chiudono l’anno solare del tour di Fuoricampo nella splendida cornice del laghetto di Villa Ada.

In apertura la sorpresa è graditissima, c’è Massaroni Pianoforti accompagnato solo dal suo piano e dalla sua chitarra. In acustico, davanti ad un pubblico disattento, il cantautore di Voghera propone brani dal suo ultimo lavoro “Non date il salame ai corvi”, una delle migliori uscite del 2014. Carlo, una buona occasione, lavanderia a gettoni, ferie d’agosto confermano ancora una volta la genialità di un artista in ascesa, confermata dalle parole dello steso Tommaso Paradiso che lo definirà “il miglior cantautore italiano in circolazione al momento”.

E’ il momento degli headliner che scelgono di farsi attendere con un brano mood-making perfettamente in linea con luogo, la poetica ed il pubblico: Ricordati di me di Antonello Venditti. La platea si scioglie e canta a squarciagola tra abbracci e accendini ondeggianti.
Siamo a Roma, è inevitabile.
L’esplosione di colori e volumi (questi ultimi troppo spesso ballerini) di Per lei cancella ogni traccia di malinconia e ci catapulta in un mood ottantiano accattivante e ruffiano.

Si balla (Balla) e ci si strugge (Proteggi questo tuo ragazzo) con una band in forma, divertita e divertente. Il groove synth pop fa scatenare tutti e i brani di Fuoricampo chiamano il ritornello a squarciagola, specie su Fine dell’estate e Aspetto che.
Quanto ci mancano gli anni ’80” sembrano gridare tutti rispondendo ai cori. Quegli anni che per molti romani sono rimasti impressi nei film di Carlo Verdone e nella Roma di Bruno Conti rivivono in qualche modo stasera attraverso la voce di Paradiso e co., tra un frammento di memoria e la malinconia del passare del tempo, dello stare fermi mentre persone e cose vanno via.
Di tanto in tanto i ragazzi ci deliziano con qualche brano degli album precedenti al compromesso storico di Fuoricampo: E menomale e Io non esisto ci ricordano da dove vengono i Thegiornalisti e le potenzialità immense che il gruppo serba sottotraccia.
La deflagrazione finale è affidata al successo che ha consacrato la band come “adulta”:  Promiscuità. E’ questo il momento in cui la distanza tra la band e il pubblico si azzera: Paradiso scende tra la gente e in un attimo è parte di essa, ne sente il calore ed è a suo agio.

Se questo  sia stato solo un momento isolato solo il prossimo album ce lo potrà dire. Intanto è bello godersi una band in forma, che suona bene e che sa giocare con i ricordi e la malinconia riuscendo a rimanere pop e divertente.
Citando i Porcupine Tree speriamo che sia solo l’inizio di qualcosa di bello, la strada è quella giusta.

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