ROCKIN’ CURA – 4/5 Settembre 2015

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Day 1
Rockin’ Cura è diventato ormai un appuntamento fisso ed imprescindibile per gli amanti della musica dal vivo nella Tuscia e – nomen omen – del rock nella sua più ampia accezione, nello specifico. La due giornate di questa edizione 2015 la direzione artistica ed organizzativa di Claudio Pisa e Marco Norvegi ha deciso di dare un taglio più trasversale, più colto, talvolta intimistico e nostalgico nella scelta della Line Up. Si alternano sul palco della due giorni del festival gli Astral Week, Fratelli Calafuria, A Toys Orchesta, Sofia Brunetta, Giovanni Truppi e The Giornalisti.

I giovani Astral Week sono in tour di presentazione dei pezzi che andranno nel loro nuovo album, attualmente in fase di registrazione. I ragazzi romani sono assurti alle cronache musicali grazie ad una cover che è già diventata un classico, “Happy” di Pharrell Williams riproposta nella loro originale chiave funk/rock che fornisce la chiave di lettura per gli altri brani della scaletta, che seguono alla perfezione quella linea musicale, se pur breve.
I ritardi dettati dal maltempo portano le band a dover correre per avvicendarsi sul palco e quindi per i Fratelli Calafuria i minuti diventano merce preziosa, che loro sfruttano al meglio infilando un brano dopo l’altro con la loro scanzonata miscela di grunge/rock/punk attraverso l’ironia delle parole, mai banali e scontate. Non potevano lasciare insoddisfatto il pubblico ed infatti chiudono, pur sforando, con il loro cavallo di battaglia: quella “La nobile arte” (di non fare un zzoca da mattina a sera) che è quasi un manifesto generazionale, ineludibile per l’occasione festivaliera.

I veri headliner della prima serata sono però gli …A Toys Orchestra che in tutti questi anni di militanza musicale nessuno era ancora riuscito a portare in terra di Tuscia e finalmente anche la giovane popolazione dell’alto lazio può godere dei sempre bellissimi live della band campana. Il “Butterfly Effect Tour” passa per Cura di Vetralla portandosi dietro i brani dell’omonimo album uscito ad ottobre 2014, alternando brani tratti dai loro dischi storici (e ultra premiati), tra tutti quel capolavoro che era Technicolor Dreams, oltre ad episodi di Midnight Talks e Midnight (R)Evolution. La formula indie-rock elettronico degli …A Toys Orchestra lascia a bocca aperta l’ormai nutritissima folla di spettatori sotto palco: Enzo Moretto, Ilaria D’Angelis e gli altri musicisti della band si scambiano continuamente di posizione e strumento, alzando il livello della performance artistica ad un piano che supera la mera performance musicale, attestando la band ancora tra le migliori proposte nel panorama italiano.

Day 2
Lontane le nuvole che avevano messo a rischio la prima serata del Festival, i live conclusivi di Rockin’Cura sono aperti da Sofia Brunetta – ex “Lola and the Lovers” da poco uscita con “Former” il suo primo disco da solista – che scalda l’ambiente proponendo un’ intrigante commistione di sonorità rock e soul con elementi di elettronica e psichedelia.
A quella dell’artista leccese segue l’esibizione di Giovanni Truppi che alla consueta esecuzione di brani con sola chitarra e voce si avvale per il suo tour 2015 dell’apporto di Francesco Motta (Criminal Jokers) alle tastiere e alla chitarra e di quello di Luciano Turella alla batteria.

La presenza scenica discreta di Truppi non impedisce alla distanza tra palco e il prato dei Giardini del Rockin’Cura di farsi più labile in questa seconda parte di concerto. Le atmosfere del mondo di Giovanni coinvolgono infatti il pubblico e si canta anche con brani come “Nessuno”, appunto del meno recente “Il mondo è come te lo metti in testa”. Con “Superman” poi l’entusiasmo sale ed è con “Hai messo incinta una scema” che anche sulla bocca dei più scettici si apre un eloquente sorriso – “ah è lui…” – e alla fine cantano proprio tutti.
Cambio palco con sottofondo alternative rock italiano e straniero che prepara l’ingresso degli headliner, i The Giornalisti, annunciati come d’abitudine da un classico di Venditti che riporta alle atmosfere anni Ottanta a cui indubbiamente richiama l’ultimo lavoro del gruppo.
E proprio dai malinconici brani di “Fuoricampo” si avvia l’esibizione della formazione romana fin da subito accompagnata da un pubblico che evidentemente non vedeva l’ora di cantare “Per Lei” o “La Fine dell’estate” di fronte agli ormai consueti pantaloni chiari di Tommaso Paradiso.
Prosegue il concerto nel solco tra il malinconico e lo scanzonato tracciato dall’ultimo lavoro del gruppo con incursioni di alcuni pezzi meno recenti e più introspettivi da “autostrade umane” alla struggente “io non esisto”. Nonostante qualche piccolo passo falso nell’esecuzione da parte del frontman la risposta del pubblico è davvero calda e quando i quattro sembrano uscire di scena, eccoli rientrare e attaccare “Promiscuità” che Tommaso scende a cantare circondato dalle prime file, in un clima di festa e condivisione.
È questa quella “musica emotiva” che, come ci spiega nella chiacchierata che ci concede post concerto, il cantante dei The Giornalisti cerca nel suo pubblico e ha apprezzato suonando al Rockin’Cura.
Conclusa l’esibizione, si diceva, ci è concesso il tempo per un breve scambio di battute con Tommaso Paradiso che prendono avvio appunto dal rapporto che il gruppo intrattiene live dopo live con il proprio pubblico :
“Se fossimo una squadra di calcio saremmo i classici giocatori che danno il massimo se il mister fa loro i complimenti e si deprimono alla prima sgridata: abbiamo bisogno di un pubblico che ci stimoli a far bene e qui a Rockin’Cura si è creata la giusta alchimia.” Proseguiamo focalizzandoci sul tipo di messaggio che il gruppo intende trasmettere al pubblico con il quale dialoga:
“Puntiamo a parlare chiaro, di quelle emozioni che non vanno mascherate: ‘la mia malinconia è tutta colpa tua’ riassume questo concetto perfettamente, cerchiamo massima onestà e fruibilità”. Proseguiamo con qualche osservazione sul messaggio musicale dei The Giornalisti dal primo lavoro, “Vol.1” autoprodotto e come ci dice Tommaso nato ad uso dei soli musicisti, all’incontro con Federico Fiumani, le prime uscite live, fino al lavoro più recente uscito sotto l’egida di un’etichetta.

Purtroppo il tempo a nostra disposizione va esaurendosi e chiudiamo riprendendo il discorso sul momento dell’esibizione live e su pro e contro di suonare in contesti più intimi rispetto ai palchi di festival più o meno grandi o festival in crescita come quello di Rockin’Cura “che è una realtà già matura penso a livello di staff nulla da dire bravissimi tutti e come risposta di gente qui mi sembra anche” – afferma Tommaso. Chiudiamo il nostro incontro con qualche osservazione sul messaggio musicale dei The Giornalisti dal primo lavoro, “Vol.1” autoprodotto e come ci dice Tommaso nato ad uso dei soli musicisti, all’incontro con Federico Fiumani, le prime uscite live, fino al lavoro più recente uscito sotto l’egida di un’etichetta.
Ci salutiamo augurandoci reciprocamente una buona “fine dell’estate”, come poteva essere diversamente?

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