Interviste

[Video Esclusiva]: GueRRRa – Ipazia (+ intervista)

ipazia

I gueRRRa vengono da Terni e fin dal loro esordio hanno proposto un ardito miscuglio tra Neo e Naked City. Pazzia e orgia di acidi in salsa Jazzcore. Il 2015 è l’anno del loro ritorno con un album dal titolo Soprusi. Siamo andati a intervistarli per far un po’ di chiarezza su cosa bolle in pentola.

A fine articolo, inoltre, potrete gustarvi in anteprima esclusiva per ImpattoSonoro il loro nuovo video Ipazia.

Ciao gueRRRieri, come state? Sono passati tre anni dal vostro Lampo e solo ora giungete con un nuovo disco dal nome Soprusi. Cosa ci dobbiamo aspettare da questo lavoro? C’è una linea guida che collega i singoli pezzi?
Ciao ragazzi! Ne è passato di tempo… ma finalmente la gestazione è finita! Dopo più di un anno passato portando in giro la nostra prima creatura abbiamo avuto una specie di battuta d’arresto, in parte voluta per ripiegarci completamente in sala prove, al lavoro sul nuovo album, ma poi prolungata a dismisura e complicata da varie difficoltà nelle nostre vite…tra le altre cose,nello stesso periodo, il cambio di formazione che ci ha ridotto in duo ci ha costretto a trovare nuove soluzioni e quindi a cambiare un po’ le cose rispetto al primo album (oltre riarrangiare quanto fatto di nuovo senza il basso..). Quindi un gran lavoro sul suono ma anche un approccio compositivo diverso che ha portato indubbiamente ad una crescita, ma che ci ha tenuti lontano dal palco per circa un anno e mezzo ed ora non vediamo l’ora di ricominciare con i live!
Abbiamo voluto, come per il primo album, legare la nostra musica a qualcosa. Per Lampo si trattò della prima guerra mondiale, in questo caso a dei personaggi dalle storie particolari, particolarmente ingiuste se vogliamo, persone che abbiano subito un sopruso dalla vita e dagli uomini. Nove storie per nove pezzi , ai quali abbiamo voluto aggiungere nove tavole realizzate da Tagliamani (http://tagliamani.tumblr.com/), che ha concepito anche la copertina rendendo davvero al meglio il concetto di sopruso.

Sentendo gli otto pezzi che compongono questo disco ho notato un progressivo abbandono del rumore a favore di un maggiore dinamiso e un ritmo sempre più sincopato. Siete d’accordo con questa mia visione? Cosa è cambiato dall’uscita di Lampo?
Come accennavamo prima, alcuni cambiamenti del nostro modo di espimerci, soprattutto legati al suono sono legati all’assenza del basso, tra queste anche l’inserimento di alcuni elementi di elettronica . Mentre altri aspetti come la riduzione delle ripetizioni al minimo indispensabile, la maggiore “fluidità” del groove e un attenzione maggiore alla totalità del pezzo a scapito delle singole parti, sono a nostro avviso “il miglioramento” che volevamo ottenere rispetto a Lampo. Quindi nel complesso, più che abbandono del rumore, ci viene da dire che abbiamo abbandonato la ridondanza e le ripetizioni eccessive in favore, forse , di una maggiore scorrevolezza, fruibilità. Per quanto riguarda il rumore… ci sembra che questo secondo lavoro sia sicuramente più rumoroso del precedente, più oscuro e inquieto, meno ordinato e più ricco di Lampo..a noi piace sicuramente di più!

Soprusi è anticipato dal video Ipazia dove le note vengono accompagnate dai disegni e dalle animazini di Cosimo Brunetti e dall’editing di Duccio Brunetti per un eccellente risultato. Come è nata questa idea? Perchè usare Ipazia come pezzo per far conoscere il vostro nuovo disco?
La collaborazione con Cosimo Brunetti, nasce due anni fa per il video di “Gerontofobia”, realizzato in sola animazione. Il suo lavoro sulla nostra musica, ci è piaciuto davvero molto e al momento di decidere come realizzare il primo video tratto da Soprusi, non ci abbiamo pensato due volte e gli abbiamo affidato questo compito. Abbiamo scelto Ipazia tra i personaggi di Soprusi, perché la sua storia è forse una di quelle più tragiche tra quelle che abbiamo voluto nell’album e la questione della libertà di espressione straziata da un qualche fondamentalismo religioso è paradossalmente attualissima. Per quel che riguarda l’idea grafica del video, di mettere insieme le animazioni e le riprese della ballerina Giorgia Montani dobbiamo solo ringraziare Cosimo.

Nella compilation Fonderie Jazzcore, uscita due anni fa, avevate esordito con la canzone e il video di SciMMMia. Una sarcastica visione tra la parte selvaggia dell’uomo e l’economia dello spreco. Che ricordi avete di quel video? Come mai avete deciso di inserire il pezzo pure in Soprusi?
SciMMMia era il nostro primo pezzo composto dopo Lampo, nelle nostre intenzioni di molto tempo fa , quando eravamo ancora un trio e non pensavamo di incontrare tanti contrattempi sulla nostra strada , SciMMMia sarebbe dovuto essere l’inizio del percorso verso il nuovo album .. ed in effetti la grande visibilità che ha avuto il video in un momento abbastanza fortunato per la band (il tutto grazie ad Impatto Sonoro!) ci ha fatto affezionare in modo particolare a questo pezzo, per non parlare delle risate che ci siamo fatti durante le riprese! Lo sappiamo è un pezzo di tanto tempo fa… ma meritava comunque di trovare posto in un album!
Inoltre “la scimmia” che abbiamo immaginato per quel brano si presta perfettamente al concept dell’album in quanto scacciata e schiacciata dall’uomo moderno, denigrata, giudicata come inadeguata al mondo attuale, ma allo stesso tempo temuta in quanto rappresenta insieme l’origine dalla quale proveniamo e la direzione verso la quale muoversi se vogliamo immaginare un futuro che non sia in balia appunto della “società dello spreco” ( la definirei “società dello scempio” oramai ..). Il buon vecchio selvaggio uomo soppiantato dal tizio con lo sguardo perso nello smartphone… non è un sopruso?

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Soprusi in che formati esce? Avete già pianificato una serie di date live?
Il nostro nuovo album uscira su cd e in digitale per la fine di questo mese, grazie anche alla collaborazione di Cave Canem e Kaspar House (https://kasparhouse1.bandcamp.com/). Per quanto riguarda i live, come vi dicevamo all’inizio, ci stiamo posizionando ai nastri di partenza! Abbiamo in programma di partire il 5 novembre e non fermarci per tutto l’inverno, per ora sappiamo che saremo a Roma, Avellino, Brindisi, Foggia, Milano, Vicenza, Lodi, Velletri e altre da confermare a brevissimo! Ma non è esclusa qualche data di anteprima alla fine di ottobre . Tutto questo grazie a Simone de la “Concertini di musica brutta” che si unirà a noi durante le prime date del tour.

Come sta il jazzcore in Italia e nel mondo in questo matto 2015?
Questa è una domanda difficilissima ! E che apre orizzonti vastissimi! A cominciare dalla definizione stessa di “genere musicale” che, come credo sia possibile immaginare anche dalla nostra musica, per noi rappresenta più una camicia di forza che uno stile a cui riferirsi o ispirarsi. Spesso a nostro avviso molta musica sperimentale di varia derivazione viene messa nel calderone del cosìdetto jazzcore semplicemente perché sfugge a definizioni semplicistiche…
Ma lasciamo perdere i discorsi sui generi musicali…parlando dell’Italia e del jazzcore non si può certo dire che la “vecchia guardia” stia mollando la corda con i ritorni sulle scene di gente come Zu e Splatterpink, poi ci sono Squartet, Testadeporcu, Nohaybandatrio/duo, Mombu, Ay!.. che dire… musicisti coi controcaZZZi capaci di live mostruosi!
C’è sicuramente dell’altro jazzcore validissimo in giro per la nostra belle penisola, qualcuno ci starà sfuggendo..fore non vediamo troppi nuovi progetti.
Per quel che riguarda “il resto del mondo” non smettiamo mai di scoprire nuovi gruppi interessanti, il Giappone è una miniera inesauribile di mathrock/core di ottima qualità, ma il più delle volte, ahimè, è impossibile ricordarne i nomi…
Comunque ultimamente stiamo facendo una scorpacciata di Giraffes?Giraffes!, Hot Head Show, Poil che rientrano abbastanza nel genere .. ma il jazzcore non è certo il nostro unico ascolto sia chiaro! Ascoltiamo veramente di tutto! Ma sarebbe un altro argomento enorme …

Intervista finita. Volete darci qualche altro dettaglio su Soprusi o sulle vostre prossime mosse?
La nostra prossima mossa sarà innanzi tutto di rifarci del tempo passato lontano dal palco! Per quel che riguarda Soprusi possiamo solo aggiungere che è stato un lavoro davvero sofferto dalla composizione della musica alla stampa delle copertine, dalla sala prove alla registrazione, dal mettere la benzina al trovare i soldi per pagare tutto! Soprusi è fatto davvero del nostro sangue!

 

 

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