IOSONOUNCANE – Spaziomusica, Pavia, 14 ottobre 2015

iosonouncane

Se si volesse indicare un disco italiano del 2015 in grado di metter d’accordo critica e pubblico per il suo enorme valore, sarebbe difficile avere esitazioni prima di dire “Die” (clicca qui per la nostra recensione) di Jacopo Incani (alias Iosonouncane).

In un’umida serata di metà Ottobre, una delle tappe della sua cavalcata trionfale è stata Spaziomusica, intimo e accogliente locale situato nel centro di Pavia. A Spaziomusica hanno organizzato tutto in grande: per la rassegna Alabaster, i ragazzi di Linoleum hanno aperto e chiuso la serata con una buonissima selezione di dischi fra indie rock e dintorni.
In mezzo, prima dell’attesissimo ospite principale, si è esibito anche Omake, artista poliedrico d’estrazione hardcore punk ma forte di un’attitudine da songwriter, nonostante la definitiva scelta d’uno stile che comprende pure hip hop e contaminazioni elettroniche.

Una breve pausa prima dell’ingresso sul palco di Iosonouncane, mentre molti dei presenti si sono riversati nel cortile antistante l’ingresso, attendendo l’inizio del concerto del cantautore e musicista sardo. Jacopo Incani parla poco, saluta il pubblico prima di partire con “Tanca”, opener del suo ultimo lavoro. Tremava il pavimento calpestato da decine e decine di persone, estasiate, sin dai primi secondi, da quella miscela perfetta di percussioni, campionature di ogni tipo e beat elettronici. “Die” è stato proposto esattamente com’era nella mente di Iosonouncane: un lungo fluire di suoni che rivela anche la presenza di organo, fiati e synth, mentre i pezzi vengono dilatati, abbattendo i confini esistenti su disco. “Mandria”, sesta e ultima traccia di “Die”, viene presentata in forma estesa, molto più lunga rispetto alla versione studio.
Poche le pause fra i pezzi, spesso legati indissolubilmente da lunghi ponti sonori: scroscianti applausi al termine di “Mandria”, mentre “Die” va in archivio dopo tre quarti d’ora abbondanti (a fronte dei 38 minuti del disco in studio). La chiusura è affidata all’ottima “Il Corpo Del Reato” de “La Macarena Su Roma”: solo voce e chitarra per uno dei pezzi migliori mai realizzati da Jacopo Incani, almeno in termini di songwriting.

Lungo e caloroso l’applauso tributato all’artista sardo mentre usciva di scena, apprezzatissimo dai presenti in virtù di una prestazione convincente anche in sede live. Dopo di lui, un’altra bella selezione di dischi indie rock a cura di Linoleum ha accompagnato i presenti fino a tarda notte prima della fine di una bella serata di musica in un luogo sicuramente adatto per questo genere di eventi.

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