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Editors – In Dream

2015 - Pias
rock / indie / new-wave

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Tracklist

1.No Harm
2.Ocean of Night
3.Forgiveness
4.Salvation
5.Life Is a Fear
6.The Law
7.Our Love
8.All the Kings
9.At All Costs
10.Marching Orders

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Cambiare per una band è sempre un rischio, a volte letale. Nel caso degli Editors il sound del nuovo album ‘In Dream’ sembra essere più la naturale evoluzione del progetto, che un azzardo irrazionale. Questo nuovo lavoro, infatti, miscela sapientemente drammaticità e lirismo dei primi due dischi alla escursioni elettroniche del terzo album, ‘In This Light and on This Evening’.

Il sinth, tanto caro agli anni ’80, e la cupa voce di Tom Smith ci danno il benvenuto nel disco in ‘No Ham’, titolo emblematico come ad annunciare un viaggio introspettivo a patto di lasciarsi trascinare nel vortice musicale. Il cammino nella notte continua con ‘Ocean of Night’, in cui compare la bellisima seconda voce di Rachel Goswell , cantante degli Slowdive. I due gruppi negli ultimi tempi sono in stretto contatto, anche perché il chitarrista degli Editors Justin Lockey, la stessa Goswell e Stuart Brainthwaite dei Mogwai sono al lavoro per il primo disco di un supergruppo dal nome Minor Victories.  Come in un processo di guarigione arriva il momento della presa coscienza della propria condizione, si arriva al ‘Forgiveness’, brano che ricorda i primi Editors, quelli di ‘The Back Room’ e ‘An End Has a Start’.
Il nostro cammino prosegue, è il momento della salvezza, ‘Salvation’. Con voce speranzosa Tom recita più che canta “Siamo fatti per soffrire/oh, ma il mattino arriva/oh, quando la luce sta scomparendo/ la tentazione ci porta alla salvezza”. Per ‘Life Is A Fear’ c’è il ritorno da protagonista del synth, per un brano che musicalmente sembra perfettamente uscito dagli anni ’80. Tuttavia il brano che rappresenta al suo massimo l’anima del nuovo album della band di Stafford, Birmingham, è ‘The Law’, dove le voci di Tom Smith e Rachel Goswell si alternano alla perfezione, trasmettendo grande enfasi e donando sentita atmosfera. Lì, in pratica, finisce il nostro viaggio, poiché il resto dei brani, per quanto  di buona fattura, non aggiungono nulla a quello che non sia già stato scritto.

Oltre ai testi mai banali, il vero pregio di ‘In Dream’ è di aver saputo sapientemente miscelare il sound degli anni ’80, e delle band a cui il gruppo chiaramente si ispira, con quello dei loro primi lavori, proponendo un mix tutt’altro che banale. Una delle poche pecche, ma da non sottovalutare, di questo disco è la mancanza di un vero singolo che trascina tutti gli altri pezzi. Tuttavia i brani mantengono un livello medio alto.

L’ultimo test per valutare la bontà di ‘In Dream’ sarà la prova live. La band è in procinto di partire in questi giorni per il tour europeo che farà tappa a Bologna il 28 novembre, per l’unica data italiana, da non perdere.

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