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Nothing But Thieves – Nothing But Thieves

2015 - RCA
rock/alternative

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Tracklist

1.Excuse Me
2.Ban All the Music
3.Wake Up Call
4.Itch
5.If I Get High
6.Graveyard Whistling
7.Hostage
8.Trip Switch
9.Lover, Please Stay
10.Drawing Pins
11.Painkiller
12.Tempt You (Evocatio)
13.Honey Whiskey
14.Hanging
15.Neon Brother
16.Six Billion

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Ci sono momenti in cui senti il desiderio di ascoltare musica nuova. Cerchi qualcosa di diverso dalle solite band delle quali ormai conosci a memoria l’intero repertorio. Le apprezzi molto ma, proprio perché fanno già parte del tuo bagaglio musicale, ti regalano emozioni che hai già provato. Alla ricerca di questa novità, mi imbatto per puro caso in una band a me completamente sconosciuta. Già dal primo ascolto, mi ritrovo immersa in un’atmosfera calda, profonda, oscura e scintillante al tempo stesso. La sensazione che trasmette la musica dei Nothing But Thieves è infatti paragonabile a quella che si proverebbe nuotando in un mare ricco di ritmo, magia, poesia, grinta e suggestioni.

Chi sono questi ragazzi in grado di creare con la loro musica tanta meraviglia?

Loro sono i Nothing But Thieves. Una band alternative rock britannica composta da Conor Mason (voce), Joe Langridge – Brown e Dom Craik (chitarra) , James Price (batteria) e Phillip Blake (basso). “Nothing but Thieves” è l’omonimo album di debutto della band, pubblicato il 16 ottobre per l’etichetta RCA Victor e disponibile anche in versione deluxe (con l’aggiunta di quattro brani).

La prima cosa che senza dubbio colpisce dell’album è la voce piena, morbida, carezzevole e vellutata di Conor Mason che riesce ad emozionare, commuovere e toccare il cuore in ogni suo angolo più nascosto in modo delicato ma al contempo deciso. Il cantante, impreziosendo con il suo tocco anche i brani più forti e grintosi come “Painkiller” ed il primo singolo estratto “Trip Switch”, riesce a tramutare la sua capacità di emozionare in un mezzo per comunicare energia e potenza. La vocalità di Conor è in grado di raggiungere tonalità altissime che terrorizzerebbero molti ed alle quali Mason si approccia invece senza alcuno sforzo evidente. Le performances vocali sono sempre molto piacevoli, senza mai diventare forzate o stridule.
In brani come “If I get High” e “Lover, Please Stay”, la voce, estremamente commovente, è messa in risalto, accompagnata solamente dalle note di una chitarra.
E’ proprio nei brani musicalmente più spogli, che la componente vocale svela la propria qualità perché appare nuda e senza alcun tipo di supporto ed aiuto strumentale.
Il disco, per quanto riguarda la struttura, è molto simile alle opere dei Muse. Tracce rock, energiche ed adrenaliniche, si danno il cambio con altre che potrebbero essere definite liriche, caratterizzate da una linea musicale maggiormente acustica / melodica ed un uso virtuoso della voce.
E’ proprio il contrasto tra brani graffianti, potenti, movimentati ed altri intimi, con sfumature emotive, a regalare a “Nothing but Thieves” una struttura ed una ritmicità molto dinamiche, mai noiose o prevedibili.

Le similitudini con i colleghi britannici però non finiscono qui. La voce di Conor Mason per l’ampiezza del range vocale, potrebbe essere paragonata a quella di Matt Bellamy. L’impatto esplosivo dell’album di debutto dei Nothing but Thieves ricorda invece quello dei Royal Blood.
Entrambi infatti sono riusciti a stupire ed appassionare il grande pubblico fin da subito e a conquistare artisti dai nomi altisonanti. I Muse, fan dei Royal Blood, non a caso hanno scelto i Nothing but Thieves per l’opening della loro tappa italiana durante il Rock in Roma del 2014. Questi ultimi sono riusciti in un’impresa quasi impossibile, ovvero catturare l’attenzione di migliaia di fans accorsi da tutta Italia per assistere all’esibizione di una delle più importanti band del panorama musicale inglese. Il pubblico, invece di vivere l’opening come una fase di passaggio per poter finalmente ascoltare i suoi beniamini, si è ritrovato a chiedersi chi fossero quei cinque ragazzi cosi talentuosi ed affascinanti.

L’intreccio delle chitarre di Joe e Dom, la grinta della batteria di James, il tocco speciale dato dal basso di Phillip e la magica voce di Conor, danno vita a “Nothing but Thieves”, un album coinvolgente, energico, a tratti commovente e di ottima qualità compositiva, che lancia nel panorama musicale un gruppo di grande talento ed ottime potenzialità.

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