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Baustelle – Roma Live!

2015 - Warner
pop

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Tracklist

1.La guerra è finita
2.La moda del lento
3.Signora ricca di una certa età
4.EN
5.La canzone di Alain Delon
6.La canzone del parco
7.Le rane
8.Nessuno
9.Alfredo
10.L’aeroplano
11.Col tempo
12.Il corvo Joe
13.Andarsene così
14.Charlie fa surf

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Chi di noi sperava in un nuovo lavoro inedito dei Baustelle? Solo io? Vabbè cmq non è un problema, dal momento che il trio toscano ha sempre laciato passare dai due ai tre anni da un disco all’altro. Poi meglio lasciargli il tempo di creare, di rinnovarsi. Anche perchè dopo una roba come Fantasma voglio vedere cosa tiri fuori. Ecco forse è questo il punto: la curiosità di scoprire quale sia la nuova direzione presa dai Baustelle a seguito della monumentale opera del 2013. Intanto però, perchè non godersi questo loro primo album dal vivo e festeggiare insieme a loro quindici anni di produzione discografica?.

Un quindicennio in cui il livello di proposta musicale è sempre stato altissimo, senza mai uno scivolone, nemmeno dopo quel pericoloso (ma forse fondamentale) momento di fama popolare, tra il 2005 e il 2008.

La ricerca sonora e stilistica d’altra parte è sempre stata per il gruppo una predisposizione genetica, una naturale ossessione che li ha portati ad alzare costantemente l’asticella, fino quasi a far storcere i nasi di chi invece sembra nato per ribadire che le cose vecchie sono sempre meglio di quelle nuove.

I motivi per una celebrazione come Roma Live!, registrato durante tre tappe romane del tour di Fantasma, sono dunque tanti e tutti legittimi e a dimostrare questo clima celebrativo è già la prima traccia, La guerra è finita: pezzo dei Baustelle per eccellenza, quello che li ha prelevati dai localini e li ha messi sul palco del Festivalbar; quello grazie al quale chiunque abbia avuto una radio nei primi anni ’00 sa dire chi siano i Baustelle.

In generale la raccolta appare come una dolce successione delle loro perle più preziose, tratte da ogni album inedito, ma con maggior generosità verso i pezzi de La Moda del Lento (La Moda del Lento, En, La canzone di Alain Delon) e di Amen (Alfredo, L’aereoplano, Charlie Fa Surf). Dell’acclamato La Malavita, il trio propone invece, oltre alla già citata La guerra è finita, una toccante Il corvo Joe, mentre solo un pezzo per Sussidiario Illustrato Della Giovinezza, il loro esordio discografico da cui è tratta La canzone del Parco, indiscusso capolavoro del trio qui in una versione più calda e meno acida. Un solo pezzo anche per quanto riguarda I Mistici dell’Occidente, forse il lavoro che meno ha convinto i fan, ma che di fatto ha in sé canzoni importanti per il percorso dei musicisti poliziani, come questa Le Rane, annunciata al pubblico romano paragonando simpaticamente la richezza di stimoli della capitale, agli stagni della provincia campagnola da cui provengono.

Dall’ultimo Fantasma è stata selezionata soltanto Nessuno, canzone iniziale del suo disco di appartenenza e sicuramente tra le più suggestive della tracklist, sia quella originaria che questa. Nella scaletta anche due cover: Una signora di una certa età, versione italiana di A lady of a certain age dei nodirlandesi The Divine Comedy, e Col Tempo di Leo Ferrè: un quasi-inedito la  prima, una malinconica carezza musicale la seconda.

Inutile dire che a livello strumentale il repertorio live dei Baustelle sia di una piacevolezza immensa, ancor di più se, come in questo caso, è presente il supporto di  un’orchestra sinfonica, un quartetto d’archi e una sezione di fiati, che interagiscono alla perfezione con i più tradizionali stumenti della band.

Perfette le voci di Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi, tra quei pochi artisti  che non stravolgono la melodia originale dei testi; così perfetti che se non si sentissero i cori dell’adorante pubblico romano, in certi momenti sembrerebbe di esser di fronte alla studio version delle loro voci.

Direi dunque di farci (o di fare) un bel regalo di Natale e acquistare questo disco. Magari su vinile, che da una parte fa tanto cimelio e dall’altra ci permette di ammirare meglio lo psichedelico artwork, che è stato tratto dalla foto di due fan del gruppo in attesa di un loro concerto. Questo, ovviamente, nell’attesa crescente e ormai spasmodica del loro settimo disco di inediti.

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