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Elara – In The Depths Of Time, In An Ocean Made Of Stars

2015 - Fluttery Records
post-rock / ambient

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Tracklist

1. Tell Me Your Theme And I'll Show You The World
2. A Faint Sun Rises over the Horizon
3. Walk on the Stars! Through Your Mind

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“..e si levò un suono di melodie infinitamente avvicendantisi, conteste in armonia, che trascendevano l’udibile in profondità e altezza, e i luoghi della dimora di Ilùvatar ne erano riempiti a traboccarne, e la musica e l’eco della musica si spandevano nel Vuoto, ed esso non era vacuo”.

In questo modo viene rappresentata la creazione di Arda (ovvero il nostro universo) nell’opera maestosa di J.R.R. Tolkien “Il Silmarillion” in cui si tessono le trame ideali di tutti i racconti successivi ben più famosi dell’autore inglese: si racconta di come tutto quanto oggi esiste, fosse stato generato da un grande Tema Musicale scritto da Ilùvatar (il Dio tolkieniano) e rappresentato dagli Ainur, gli spiriti divini, i quali unendo le proprie ispirazioni personali giunsero a creare l’armonia perfetta ed il mondo così come lo conosciamo.

Onirico, magnifico e decisamente più intrigante della teoria del Big Bang, almeno a mio parere.

Gli Elara, band livornese di Cecina, nascono come progetto musicale nel 2011 e prendono liberamente ispirazione dall’opera di Tolkien per dar vita ad un ardito ma ben riuscito concept album di 30 minuti in cui condensano sonorità tipicamente post-rock, fuse con spunti ambient che rimandano evidentemente alle terre nordiche in cui l’opera è stata masterizzata.

“Tell me your theme and I will show you the world” è la prima e più rappresentativa parte del movimento musicale dei tre ragazzi toscani e porta idealmente nelle orecchie dell’ascoltatore il momento in cui lo scontro tra le diverse melodie si fa più pesantee drammatico: come nei canoni del genere a cui si rifanno, si alterna una prima parte atmosferica ad un’improvvisa esplosione centrale in cui il combo chitarra-batteria dipinge il punto di massimo pathos creativo, in un crescendo di volumi ed emozioni che si eclissano in un arpeggio finale classicheggiante e tecnicamente molto pulito.
Le due tracce successive hanno il compito di chiudere il cerchio, e calano il sipario su un universo ormai armonicamente completo e tendenzialmente rilassato (i tolkieniani convinti sanno che non sarà così in realtà, il disertore Melkor incombe..) in cui le influenze più elettroniche e moderne del trio sono utilizzate come collante per delimitare i confini del loro mondo artistico, un mondo che lascia intravvedere svariate possibili evoluzioni.
Una fiumana di ispirazioni, sia musicali (Sigur Rós) che letterarie, rappresenta quindi l’humus culturale in cui questo album è stato generato e concepito dagli Elara e si può affermare che l’operazione è chiaramente riuscita, senza trascinare la composizione nella monotonia che talvolta distingue alcune produzioni di questo tipo; in tal senso la lunghezza contenuta dell’album complessivamente aiuta ad apprezzare ogni sfumatura negli arrangiamenti, mai eccessivamente fuori tema.

Promossi in pieno gli Elara, che sono riusciti a non sprecare un patrimonio concettuale così ampio e a farlo diventare un album senza troppi compromessi e molto ben suonato: pur essendo per loro stessa definizione una composizione molto “intima”, farà piacere a tutti quelli che sognano ad occhi aperti la storia di Arda e le bianche sponde di Valinor o più semplicemente di trovare una buona occasione per volare verso le spumose onde dei mari d’Islanda.

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