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Boda – Sfuggire Alla Peste

2016 - Autoproduzione
grunge / stoner

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Tracklist

1. Cervello Fossile
2. Nella Marea
3. Luna Arancio
4. Chiodo Fisso
5. A Manetta
6. Nel Ventre Del Male
7. Nerone
8. Caronte
9. Sputalacina

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Alla fine degli anni ’90, e più precisamente nel 1998, due amici, accomunati dalla passione per la musica, si uniscono in un progetto dalle basi grunge – rock. Questi due ragazzi sono Davide Calabretti (chitarrista e cantante) ed Arber Sefa (batterista).
I Nirvana sono sicuramente i più noti rappresentanti della musica alternativa, ed in particolare della corrente grunge, che Davide ed Arber dimostrano di apprezzare molto. Dal celeberrimo gruppo di Seattle, i ragazzi traggono ispirazione per la scelta del nome. La scintilla scatta grazie a Boddha, l’amico immaginario di Kurt Cobain durante l’infanzia. Nascono così i Boda: un concentrato di passione per la musica, sogni, speranze ed estremo bisogno di comunicare.
Il grunge, corrente culturale e musicale nata nella seconda metà degli anni ’80 negli Stati Uniti ed in particolar modo nella città di Seattle, è caratterizzato da un sound basato sul trio basso – chitarra- batteria e nasce dall’interazione di diversi generi musicali come il rock tradizionale e quello psichedelico, il punk rock e l’heavy metal.

La band, originaria di Treviglio, cittadina della bassa Bergamasca, nonostante abbia attinto ai Nirvana per la scelta del nome, si discosta dalle sonorità del gruppo di Kurt Cobain e sperimenta generi diversi. Partendo dallo stoner per arrivare all’hard rock ed al rock made in Italy (come quello dei Marlene Kuntz e degli Afterhours), acquisiscono, con il passare del tempo, uno stile e sonorità sempre più personali ed originali.
Nel 2001 Federica Ornaghi entra a far parte dei Boda nel ruolo di bassista. Nello stesso anno la band pubblica il primo demo omonimo, che gli permette di cominciare a farsi conoscere al pubblico. Ecco che i tre ragazzi hanno modo di esibirsi dal vivo sul territorio lombardo, nel corso di manifestazioni musicali ed in locali di tutto rispetto, come il Rolling Stone, il Bloom e lo Zero Music Club.
A distanza di quattro anni dal demo, nel 2005, è il turno del primo EP della band : “Psicosi di un Giorno Qualunque” che contribuisce a far circolare il suo nome e fa guadagnare ai Boda una recensione su Rocksound.
Nel 2007 avviene un cambiamento all’interno del gruppo e Jacopo Moriggi sostituisce Arber alla batteria.
Nel frattempo i ragazzi lavorano a nuovi pezzi e l’anno successivo decidono di raggruppare il materiale a loro disposizione per pubblicare, nel 2008, il primo album dal titolo “Chupacabras”.
Nel 2014 avviene l’ultimo cambio di formazione: Francesco Calabretti (fratello di Davide) sostituisce Jacopo e dopo l’abbandono di Federica al basso, subentra Rossella Lorenzi.

Con questa attuale formazione, i Boda, dopo due anni di silenzio, si rimettono al lavoro e registrano il loro secondo album : “Sfuggire alla Peste”.
Ascoltando l’ultima fatica della band, è facile cogliere delle differenze, piuttosto evidenti, rispetto al primo album “Chupacabras”. Sonorità prettamente grunge/alternative vengono sostituite da uno stoner rock che riempie le orecchie di un suono grintoso, forte e che satura di energia sin dalle prime note.
I nuovi acquisti Francesco e Rossella sono senza dubbio un punto di forza nella band e “Sfuggire alla Peste” porta i Boda ad una svolta, sia a livello stilistico che strumentale. Mentre il precedente album era caratterizzato da linee melodiche abbastanza piatte e da un basso poco originale, nel nuovo, Rossella propone sonorità ricche, piene ed aggressive. E’ presente una forte personalità che viene espressa attraverso note che mordono, fanno vibrare lo stomaco ed arrivano dritte e dirette all’ascoltatore. Un discorso analogo può essere fatto per la batteria di Francesco. Estremamente potente, energica, che sprizza rock ad ogni singolo battito, rappresenta un’evoluzione rispetto al precedente album, nel quale lo strumento si esprimeva attraverso un suono senza particolari slanci, quasi troppo definito e lineare, lontano delle sonorità “sporche” e “selvagge” tipiche del movimento grunge. Un ulteriore passo avanti per i Boda è da ricercarsi nella crescita a livello vocale di Davide. La sua voce, prima fin troppo forzata, arrabbiata e sgraziata, ora si ammorbidisce pur non perdendo la caratteristica grinta e la potenza. La chitarra, distorta ed incalzante, è una costante nella produzione dei Boda e mantiene un’alta qualità anche in questo album.
Il disco tiene viva l’attenzione dell’ascoltatore grazie ad un alternanza tra ritmi serrati a carichi di potenza ed altri più lenti e dalle atmosfere cupe. Questa caratteristica si evidenzia anche all’interno di una stessa canzone. Nel brano “Nella Marea“ il ritmo, prima pacato e lento, diventa improvvisamente carico ed impetuoso, verso il termine della canzone. Il periodo di silenzio trascorso tra “Chupacabras” e “Sfuggire alla Peste” è sicuramente servito alla band per maturare sia a livello musicale che per quanto riguarda la produzione dei testi.

Dopo un album di debutto abbastanza acerbo che rifletteva una scarsa esperienza, “Sfuggire alla Peste” segna la presa di coscienza dei Boda dal punto di vista musicale. L’opera risulta essere meno caricaturale nei confronti del grunge anni ’90 e molto più originale e personale. E’ un disco maturo, ben strutturato, equilibrato in ogni sua componente, sia per quanto concerne l’aspetto puramente stilistico e musicale, che per ciò che riguarda la lirica, ora più profonda e strutturata.

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